Iran, Time: «Oltre 30mila i morti in 48 ore di repressione»
Solo nell’arco delle due giornate dell’8 e 9 gennaio “potrebbero essere state uccise nelle strade dell’Iran oltre 30.000 persone”: lo scrive la rivista Time, citando due alti funzionari del Ministero della Salute iraniano coperti da anonimato. Le fonti hanno riferito che in quei due giorni, un giovedì e un venerdì, le scorte di sacchi per cadaveri sono esaurite e le ambulanze sono state sostituite da autoarticolati a diciotto ruote. La stima di 30.304 morti, scrive Time, non tiene poi conto dei feriti ricoverati negli ospedali militari deceduti successivamente, o delle vittime in aree dove non sono stati forniti bilanci.
Intanto è ci si chiede se la Guida Suprema dell’Iran sia ancora al suo posto. “Ali Khamenei si nasconde in un rifugio sotterraneo a Teheran”, scrivono diverse testate, quasi tutte citando il sito web Iran International, indicato come vicinissimo all’opposizione iraniana. Non è detto che le cose stiano così. Il console iraniano a Mumbai respinge questa idea: sostiene che Khamenei abbia “personale di sicurezza a proteggerlo” ma che non si debba “pensare che sia nascosto in un bunker o in un rifugio”.
Le tensioni tra Usa e Iran restano altissime. E l’ipotesi che l’Ayatollah Khamenei si fosse nascosto in un bunker blindato era emersa già lo scorso giugno, in un altro momento di grandissima tensione: durante la “guerra dei 12 giorni” e i raid delle forze israeliane e americane sui siti nucleari iraniani.
Il presidente americano Donald Trump continua a minacciare. Ma lo fa con le sue consuete giravolte diplomatiche. Da un lato, pare allentare le minacce di un imminente attacco contro l’Iran, sostenendo che il regime avrebbe fermato le esecuzioni di “oltre 830 persone” dopo le proteste scoppiate a dicembre e che la polizia è accusata di aver represso con la più brutale violenza (secondo l’ong per la difesa dei diritti umani Hrana, i morti sono stati almeno 5.002, tra cui 4.716 manifestanti).
Ma dall’altro lato tuona, e afferma che Washington sta “tenendo d’occhio l’Iran” e che “una grande flotta si sta dirigendo in quella direzione”. “Vedremo cosa succederà”, ha dichiarato pochi giorni fa l’inquilino della Casa Bianca. Secondo due funzionari Usa interpellati dal New York Times, oltre alla portaerei Lincoln, il Pentagono avrebbe ordinato la scorsa settimana di inviare in Medio Oriente anche tre cacciatorpedinieri lanciamissili e una dozzina di caccia F-15.
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