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Nazionale, perché Verratti può tornare in azzurro


Milano. Nei play-off per il Mondiale, il 26 marzo a Bergamo con l’Irlanda del nord e poi sperabilmente il 31 in casa della vincente di Galles-Bosnia, la Nazionale si gioca tutto.

E di tutte le risorse ha bisogno, in un passaggio così cruciale della sua storia, gli spareggi per evitare la terza esclusione consecutiva dal Mondiale. Gattuso lo ha ben chiaro e risponde a questa esigenza il verosimile ripescaggio di Marco Verratti, che non veste la maglia azzurra dal 18 giugno 2023 (Italia-Olanda 3-2, Eindhoven, finale per il terzo posto della Nations League, ct Mancini) e che nel frattempo, passato dal Psg al doratissimo esilio di Doha con l’Al-Duhail (sesto in classifica nel non trascendentale campionato locale) succursale della casa madre parigina governata dagli sceicchi, sembrava avere accantonato ogni speranza di giocare il suo secondo Mondiale, dopo la dolorosa esperienza del 2014 in Brasile con l’eliminazione nella fase a gironi. Sembrava, appunto. Perché Verratti ha ancora 33 anni e a Doha non ha smesso di pensare alla Nazionale e a come aiutarla, lui che è stato campione d’Europa nel 2021. Il colloquio col commissario tecnico, che lo ha visto sul campo durante il suo tour arabo con priorità della visita saudita a Retegui e ne ha apprezzato la tecnica inscalfibile ma soprattutto la capacità di calarsi nei panni di capitano della sua squadra attuale (tra i suoi compagni l’ex Genoa e Milan Piatek), è servito a valutare la convergenza delle rispettive necessità. Gattuso ha certamente bisogno di un centrocampista di classe e di un trascinatore nello spogliatoio, anche per togliere un po’ di pressione ai due pilastri del reparto, Tonali e Barella. Verratti all’Italia resta particolarmente legato, nonostante il paradossale dato statistico (è stato a lungo il migliore calciatore italiano a livello internazionale, ma non ha mai giocato in serie A): è diventato azionista importante del “suo” Pescara e non vede l’ora di rendersi utile alla causa della Nazionale. La visita di Gattuso lo ha certamente motivato: ha anche segnato il suo primo gol in campionato. Il suo ritorno in occasione dei play-off è una possibilità molto concreta.

Appuntamento con Chiesa

Intanto il commissario tecnico, sfumato lo stage di febbraio, ha una sola strada per tenere unito il gruppo e per coinvolgerlo al massimo in vista del cruciale impegno di marzo: girare tra stadi e città, insieme ai suoi assistenti Riccio e Bonucci e al ds della Nazionale Buffon, per tenere uniti il più possibile i giocatori e per responsabilizzarli sull’imminente appuntamento. Che ne prevede subito uno, tutt’altro che interlocutorio, tra poche ore: l’incontro a Londra con la nutrita delegazione di azzurri e azzurrabili della Premier League: gli indiscutibili Donnarumma, Tonali, Calafiori (vicino al rientro nell’Arsenal dopo il recente infortunio) e poi il jolly Udogie, Coppola, Savona, Kayode, mentre Gnonto non potrà esserci perché gioca col Leeds e Leoni è ancora in recupero dal grave infortunio di inizio stagione. Il discorso a parte è per Chiesa, ansioso di prendere parte all’incontro, anche se nelle ultime convocazioni a Coverciano non c’era per sua espressa volontà: non si sentiva pronto. Nel frattempo il Liverpool di Slot non gli ha dato molto spazio, lasciando intatte le incognite. Ma il dialogo faccia a faccia col ct servirà a chiarire meglio lo stato d’animo dell’attaccante campione d’Europa, accostato spesso alla Juventus in questo mercato invernale e tuttavia fino a questo momento non vicino al ritorno a Torino.

Palestra guadagna posizioni

Gattuso, dopo Londra, proseguirà negli incontri con i giocatori. Le tappe in programma sono a Milano, Bergamo, Roma e Napoli, per convogliare tutti i possibili convocati, anche quelli che giocano in altre città. Non tutti sono in questo momento nel loro migliore momento di forma e l’allarme è in particolare per la difesa, ma rimangono ancora due mesi alla partita con l’Irlanda del nord e c’è tempo per recuperare. Tra le possibili novità nelle convocazioni spicca Palestra, che viene seguito con attenzione dallo staff della Nazionale. Le relazioni sull’esterno del Cagliari sono ottime e lo aiuta la sua duttilità, unita alla capacità di adattarsi perfettamente al sistema del centrocampo a 5, presumibilmente il più adatto alle partite decisive: la corsa naturale e l’intraprendenza Palestra potrebbero fare di lui un cambio prezioso, magari a gara in corso, per il ruolo di esterno destro, dove l’Italia in fase difensiva non ha attualmente abbondanza di scelta. A sinistra l’altro talento dell’Under 21 di Baldini che si sta mettendo in mostra, il milanista Bartesaghi, sembra invece più chiuso dagli esperti Dimarco e Spinazzola, ma viene comunque tenuto in considerazione. Le porte della Nazionale, mai come in questo caso non è un luogo comune, in un frangente così delicato sono davvero aperte a tutti. Deciderà anche il campo, in questi due mesi. Ad esempio per Zaniolo, fermo ora per infortunio: il suo rientro nell’Udinese è previsto il 2 o l’8 febbraio.


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