Trentino Alto Adige/Suedtirol

Konder: «Basta con gli slogan, task force con la Provincia» – Cronaca



BOLZANO. «Bolzano capitale? Leggi speciali per il capoluogo? Bisogna stare attenti a lanciare slogan che lì per lì fanno discutere, ai fini pratici però servono a poco».

Non lo cita direttamente, ma è la risposta del vicesindaco Stephan Konder al sindaco Claudio Corrarati che – in occasione del forum all’Alto Adige – ha rilanciato una vecchia proposta, per cercare di dare più autonomia decisionale al Comune rispetto alla Provincia.

Diversa per Konder la strategia da adottare, per riportare al centro della politica provinciale il capoluogo. L’esponente Svp ne ha parlato nel corso dell’incontro con il direttore dell’Alto Adige Valentino Beccari e la redazione: è stata anche l’occasione per anticipare le sfide che attendono nel 2026 il suo assessorato che comprende Urbanistica e Lavori pubblici.

Scusi vicesindaco, i suoi attuali alleati dicono che la città è ferma da 30 anni, accusando indirettamente anche voi che siete da sempre al governo, di immobilismo. Lei cosa ne pensa?

Che dobbiamo tutti fare un mea culpa. Non si può sempre puntare il dito contro la Provincia.

Cos’è mancato in passato che ha fatto sì che la periferia corresse e il capoluogo sia rimasto fermo?

Sono mancate soprattutto idee chiare per il capoluogo e l’impegno a portarle avanti con determinazione. L’ex assessore alla Mobilità Fattor, che ogni giorno attacca Provincia e Svp, cosa ha fatto, negli ultimi cinque anni, per migliorare la viabilità? Forse farebbe bene a stare zitto, visto che il Piano delle grandi opere stradali, firmato nel 2018, è ancora tutto sulla carta. Eppure qui c’è scritto che sottopasso, sovrapasso di via Einstein e ponte sull’Isarco avrebbero dovuto essere completati in tre anni. Siamo nel 2026 e non si vede ancora nulla. Anzi, per quanto riguarda il ponte non c’è traccia di progetto e ovviamente non ci sono neppure i finanziamenti.

La nuova amministrazione del fare come si sta muovendo per rimettere in moto quello che è fermo?

Il sindaco ha convocato per i prossimi giorni una riunione con il presidente della Provincia Arno Kompatscher, l’assessore Daniel Alfreider, i tecnici provinciali e comunali, proprio per fare il punto della situazione. Serve una task force che segua con costanza l’intera operazione.

Scusi, ma non era già stata nominata una sorta di task force nei mesi scorsi.

Sì, ma evidentemente non ha dato i risultati che ci si aspettava.

È la dimostrazione che da parte della Provincia c’è poca attenzione per il capoluogo?

La maggiore o minore attenzione per il capoluogo da parte della Provincia dipende anche molto dalla preparazione e dalla determinazione di sindaco e vicesindaco nel portare avanti i progetti, che però non si possono continuare a cambiare.

Un esempio per tutti?

La variante alla statale 12. Era deciso che si facesse. Poi nel 2018 il presidente Kompatscher ha proposto all’allora sindaco Caramaschi lo spostamento in galleria dell’A22 e si è abbandonata la Ss12. Risultato: a otto anni di distanza non abbiamo né l’una né l’altra.

Una delle grandi opere previste dall’Agenda Bolzano è il tunnel di Monte Tondo, adesso però sembrano esserci problemi con la falda.

Anche questo dovremmo capirlo nell’incontro dei prossimi giorni. Si valuterà se vale la pena investire milioni di euro per un tunnel che potrebbe non sbucare più alla rotonda di via Macello oppure se sia preferibile pensare a un’alternativa.

Trento ha il Festival dell’Economia e quello dello Sport, eventi di richiamo internazionale. Corrarati ha annunciato che sta pensando di organizzare per il 2027 il Festival della cultura.

La Provincia un paio di anni fa ha organizzato il Festival della sostenibilità: ha speso un sacco di soldi, ma è stato un flop. I due Festival di Trento sono una formula ormai collaudata, eviterei però di copiare dagli altri. Non so neppure se abbiamo forze e capacità organizzative per promuovere un Festival della cultura. Tra l’altro è un tema anche molto delicato, visto che qui convivono due culture.

Parliamo del Museo di Ötzi, a lei non piace la soluzione ex Enel.

L’ho detto e lo ripeto: io preferirei trasferire Ötzi al Museion che, tra l’altro, ha la forma di un grande cristallo. Ma la Provincia ha indicato come nuova sede l’ex Enel e non si può che adeguarsi. Altrimenti si dovrebbe ripartire daccapo.

I bolzanini possono sperare di poter tornare a godere un giorno del Virgolo?

Assieme all’ex sindaco Caramaschi abbiamo fatto fare uno studio di fattibilità sulla funivia che da piazza Verdi salirebbe al Virgolo e da lì al Colle. Speriamo che gli attuali proprietari del Virgolo – la famiglia di industriali tedeschi Schoeller – adesso che il WaltherPark è completato, mettano a punto un piano di rilancio da concordare con il Comune.

Di recente è tornato di attualità il dibattito sul disagio degli italiani.

È l’argomento lanciato dall’assessore provinciale Bianchi per conquistare consensi. Il vicepresidente della Provincia Galateo, che in un primo tempo aveva dichiarato che il disagio non esiste più, temendo di perdere voti, è tornato sui suoi passi. Puro populismo che non fa certo bene alla convivenza.

Come lavora con il sindaco Corrarati?

Bene. Ha voglia di fare. Certo, non si deve esagerare con i proclami. Adesso i cittadini vogliono fatti.

La maggioranza di centrodestra ultimamente si è un po’ indebolita: non avete più il voto del consigliere Vettori e la consigliera Pegoraro ha lasciato la Civica.

La situazione dal punto di vista numerico non è ideale. Forse se gli tolgono il braccialetto elettronico, Vettori potrà tornare in consiglio comunale. Per quanto riguarda la consigliera Barbara Pegoraro, non ho capito le ragioni dell’addio alla Civica. Speriamo che continui a votare con la maggioranza.




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