Delitto di Gemona, difesa Maylin chiede integrazione autopsia
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GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. “I risultati dell’autopsia e dell’esame farmacologico sul corpo di Alessandro Venier non sono condivisibili, chiederemo una integrazione urgente degli accertamenti”. Lo dicono gli avvocati Federica Tosel e Francesco De Carlo, difensori di Maylin Castro Consalvo, accusata assieme alla suocera Lorena Venier della morte del giovane gemonese avvenuta sei mesi fa, a fronte della lettura delle consulenze depositate lunedì in Procura a Udine dal medico legale Francesca Sinopoli e dal dottor Riccardo Addobbati.
Per i legali, che si sono avvalsi delle competenze del medico legale Lorenzo Desinan, dell’anestesista Ugo Da Broi e del farmacologo Massimi Baraldo, non si può condividere la tesi della concausa di soffocamento e overdose da farmaci sostenuta da Sinopoli. Da una parte non ci sono segni evidenti di soffocamento, dall’altra la quantità di Zolpidem – riscontata nel cadavere e ingerita dalla vittima bevendo una limonata – è sufficiente a determinare la morte.
Resta da capire, infine, se l’insulina iniettata da Lorena ad Alessandro con due iniezioni ha inciso sul decesso. “Stupisce l’assenza della ricerca del dato quantitativo nell’esame tossicologico – concludono due legali – perché solo quel dato consente una valutazione scientificamente attendibile del suo ruolo”.
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