Lo Stato pronto a investire 30 milioni di euro, può diventare socio

La giunta assuma iniziative più incisive e strutturate nell’ambito della crisi aziendale del Gruppo Aeffe spa, definendo, in tempi certi, misure regionali specifiche di politica attiva del lavoro, formazione, riqualificazione e ricollocazione per i lavoratori interessati. A chiederlo, con un’interpellanza, è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Nicola Marcello.
Il consigliere ripercorre la vicenda della crisi aziendale, ricordando che il 7 ottobre 2025 la società ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 221 dipendenti per ragioni organizzative. “Il 78% degli esuberi interessa lo stabilimento di San Giovanni in Marignano, mentre la restante parte riguarda il polo di Milano, determinando un impatto occupazionale particolarmente rilevante sul territorio emiliano-romagnolo e, in particolare, sulla provincia di Rimini”, spiega Marcello.
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Il 21 gennaio scorso, va avanti l’esponente di FdI, “si è svolto l’incontro presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel corso del quale il governo ha confermato la propria disponibilità ad accompagnare il percorso di gestione della crisi richiedendo all’azienda la presentazione di un piano industriale e manifestando apertura all’utilizzo degli strumenti nazionali di salvaguardia per le crisi aziendali. In tal modo, l’esecutivo ha confermato il proprio ruolo attivo nel favorire un percorso negoziale, volto alla tutela del tessuto produttivo e occupazionale, anche con un’immissione di liquidità di 30 milioni per diventare socio di Aeffe”.
Allo stato attuale, va avanti l’atto ispettivo, l’azienda non ha modificato la propria posizione sulla procedura di licenziamento, rinviando al successivo incontro ministeriale, fissato per il 2 marzo prossimo, ogni possibile sviluppo ulteriore. “Auspichiamo la riapertura della trattativa, che ridurrebbe i licenziamenti da 221 a 140, con solo 80 del territorio riminese”, afferma Marcello.
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Da qui l’interpellanza alla giunta alla quale si chiedono azioni più concrete. “Considerato che, a livello nazionale, si registrano segnali positivi sul fronte dell’occupazione, anche grazie alle politiche introdotte dal governo, è necessario che tali risultati non vengano vanificati sul territorio regionale da una gestione meramente formale delle crisi aziendali ma trovino, invece, una concreta traduzione in interventi regionali efficaci e concreti”, conclude Marcello.
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