Viaggi e turismo

In Piemonte tra specchi d’acqua, nuclei medioevali in quota e cantine ipogee

Il Piemonte non è solo la maestosità sabauda di Torino o il rigore dei grandi comprensori sciistici. La vera anima della regione pulsa in una rete capillare di borghi che, oggi più che mai, rappresentano un modello di accoglienza “slow”, capace di coniugare la tutela del paesaggio Unesco con una visione innovativa dell’ospitalità. Un viaggio in queste terre significa attraversare la storia: dalle tracce del passaggio di Annibale nelle valli cuneesi alle avanguardie artistiche che colorano le vigne di Langa. Non si tratta solo di mete turistiche, ma di veri e propri scrigni di esperienze. Si può camminare tra i murales di Usseaux, perdersi nel profumo del cioccolato a Borgo San Dalmazzo o scoprire il fascino sotterraneo degli “infernot” nel Monferrato. In questo viaggio tra le province piemontesi si va alla scoperta di tradizioni antiche, sapori rari come il ’formaggio delle viole’ e paesaggi patrimonio Unesco, dove ogni pietra e ogni cortile hanno una storia millenaria da raccontare.

Cuneese: dove la storia incontra il gusto

Il viaggio inizia in Valle Varaita, dove la leggenda vuole che Annibale attraversò le Alpi con i suoi elefanti. Oggi quel mito rivive in dodici tappe da percorrere a piedi o in bicicletta, immergendosi nella cultura occitana. Poco lontano, il contrasto tra epoche si fa affascinante: a Bene Vagienna, tappa d’obbligo per gli amanti dell’archeologia, si respira l’eredità romana dell’antica Augusta Bagiennorum, celebrata in estate dal festival di cultura classica “Le Ferie di Augusto”. Degli antichi splendori ha conservato i resti del teatro, della basilica paleocristiana e dell’acquedotto. A Borgo San Dalmazzo, invece, è il cioccolato a farsi cultura. La città, oltre a eccellere nell’arte del cacao con l’evento “Un Borgo di Cioccolato”, pullula di eleganti pasticcerie artigianali per degustare varie golosità. La cittadina offre anche spunti di riflessione profonda con MEMO4345, un percorso multimediale dedicato alla memoria della Shoah in Europa.

Chianale innevata – ph. R. Croci – Archivio ATL del Cuneese

BSD verde – ph. Loris Salussolia – Archivio ATL del Cuneese

Chianale – ph. Roberto Croci – Archivio ATL del Cuneese

MEMO4345 – Archivio ATL del Cuneese

L’incanto dell’acqua: dai Laghi alla Valsesia

Spostandosi verso nord, il Distretto dei Laghi offre atmosfere romantiche, con l’imponenza delle montagne e la possibilità di praticare attività outdoor e wellness unite ad un’esperienza enogastronomica d’eccellenza. Vogogna, con il suo Castello Visconteo, è la porta d’accesso alla selvaggia Val Grande. Il suo patrimonio storico e architettonico medievale comprende anche il Palazzo Pretorio, il tutto immerso in un contesto naturale unico. Bandiera arancione del Touring Club Italiano, il borgo è sede del Parco Nazionale della Val Grande, la zona selvaggia più estesa d’Italia (15 mila ettari di superficie), un paradiso per gite, escursioni e vacanze all’aria aperta. Orta San Giulio (anch’esso Bandiera Arancione Tci) rimane un unicum poetico. Qui, tra il Sacro Monte e l’Isola di San Giulio, il silenzio è scandito dai messaggi spirituali delle suore di clausura lungo il camminamento dell’isola. Da visitare il caratteristico centro storico dalle stradine acciottolate, il Broletto, il palazzo comunale di origine medievale e la Salita della Motta che conduce al Sacro Monte. Risalendo verso la Valsesia, Varallo si conferma centro di gravità culturale con il festival dell’Alpàa, che ogni luglio trasforma il borgo in una vetrina dell’artigianato e dell’enogastronomia d’eccellenza.

Lago Orta-Visit Piemonte-GettyImages, ph Giorgio Perottino

Lago Orta-Visit Piemonte-GettyImages, ph Giorgio Perottino

Lago Orta-Visit Piemonte-GettyImages, ph Giorgio Perottino

Concerto per la Fiera Alpaa di Varallo-ATL Terre dell’Alto Piemonte

Geografie del vino e dell’arte tra Langhe e Monferrato

Il paesaggio vitivinicolo Unesco è il cuore pulsante dell’economia turistica regionale. A Govone, la residenza estiva di Carlo Felice di Savoia, incanta con la fioritura delle rose antiche a maggio. I suoi interni offrono uno sguardo intimo della vita quotidiana della famiglia reale dei Savoia, in particolare di re Carlo Felice e di sua moglie Maria Cristina di Borbone, che lo trasformarono in dimora estiva e ne arricchirono le decorazioni. Castagnole delle Lanze è noto invece come il “borgo dipinto” per le numerose opere d’arte contemporanea create da Vincenzo Piccato e altri artisti che hanno trasformato le vie in un museo a cielo aperto con i murales dedicati alla cultura contadina. Nella seconda metà di maggio, la Festa della Barbera di Cortile in Cortile celebra questa antica tradizione enologica con assaggi di vino e prodotti locali. Da maggio a novembre, un’ampia programmazione di eventi e installazioni artistiche nei borghi dell’area Unesco quali Barolo, Barbaresco, Grinzane Cavour, Neive compone il programma di ORMA (Tracce d’artista), il circuito che unisce quattro rassegne d’arte contemporanea in Langhe, Monferrato e Roero, trasformando i luoghi in gallerie en plein air.

Garbagna 1_ATL ALEXALA ph Alice Tosonotti

Le cantine ipogee dell’Alessandrino

Nell’Alessandrino, la pietra da cantoni domina a Cella Monte e Rosignano Monferrato, capitali degli infernot, le spettacolari cantine ipogee scavate a mano. La pietra locale è l’elemento dominante anche delle case, le cui mura a volte racchiudono conchiglie fossili. Da visitare senz’altro l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni e la Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, mentre, uscendo dal borgo di Cella Monte, basta imboccare i tanti percorsi a piedi e in bicicletta per ammirare i paesaggi collinari Unesco con percorsi tra vigneti, scoprendo anche l’arte moderna a cielo aperto durante la passeggiata. Per chi cerca l’autenticità slow, Garbagna offre l’incanto medievale e il sapore unico della sua ciliegia “Bella”, presidio Slow Food al quale è dedicata una sagra nella prima metà di giugno. Qui si può fare tappa alla Chiesa di San Giovanni Battista Decollato (con opere d’arte e organo seicentesco), ai ruderi del castello e al Santuario della Madonna del Lago, situato in un’area prativa tra i boschi, costruito – secondo la tradizione – a seguito di un’apparizione della Vergine Maria nel 1341. Per chi ama camminare, dal borgo si dirama una bella e attrezzata serie di sentieri panoramici sui Colli Tortonesi.


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