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Radioterapia 4.0, al Responsible Research Hospital la sperimentazione europea ‘Mozi’ | isNews

Rappresenta uno dei più importanti avanzamenti nella cura dei tumori solidi: consente di aggiornare il piano di trattamento dopo ogni seduta, adattandolo alle variazioni anatomiche del paziente, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia terapeutica


CAMPOBASSO. Il Responsible Research Hospital compie un passo decisivo verso la Radioterapia. 4.0 e l’innovazione oncologica. Si è svolto un workshop tecnico-scientifico con la delegazione internazionale di Manteia, finalizzato allo sviluppo e all’implementazione clinica di MOZI, piattaforma di pianificazione radioterapica basata su Intelligenza Artificiale e progettata per rendere la radioterapia adattativa (ART) concretamente applicabile nella pratica clinica quotidiana.

L’incontro segna l’avvio ufficiale della sperimentazione europea di MOZI e sancisce un riconoscimento di rilievo: il Responsible Research Hospital è stato individuato da Manteia come centro europeo di riferimento per lo sviluppo e l’introduzione clinica della tecnologia. MOZI è distribuito in Italia da Tema Sinergie ed è sviluppato nell’ambito di un progetto internazionale guidato dal Prof. Allen Li (Medical College of Wisconsin, USA).

La radioterapia adattativa rappresenta uno dei più importanti avanzamenti nella cura dei tumori solidi: consente di “aggiornare il piano di trattamento seduta dopo seduta”, adattandolo alle variazioni anatomiche del paziente, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia terapeutica e ridurre la tossicità. MOZI nasce con una visione strategica chiara: portare l’ART nella routine clinica grazie a soluzioni software basate su algoritmi di AI, capaci di velocizzare segmentazione e pianificazione e di favorire l’adozione anche su acceleratori convenzionali non dedicati.

In un contesto in cui il Responsible Research Hospital utilizza già tecniche avanzate come IMRT, VMAT, IGRT e radiochirurgia, la sperimentazione MOZI punta a rendere la radioterapia sempre più “dinamica, personalizzata e sostenibile”. Durante le due giornate di lavoro sono stati definiti obiettivi e attività operative: tra le prime applicazioni cliniche, un protocollo di trattamento ipofrazionato del tumore della prostata in tecnica stereotassica extracranica adattativa, con estensione successiva ad altri distretti, tra cui testa-collo e ginecologia.

Il progetto guarda anche al futuro, con l’integrazione tra radioterapia adattativa e radiomica, lo sviluppo di modelli predittivi di risposta, prognosi e tossicità e di strumenti di supporto alle decisioni cliniche, per aumentare sicurezza, qualità e appropriatezza dei percorsi di cura.

“L’integrazione tra fisica medica, intelligenza artificiale e oncologia sta aprendo nuove traiettorie per la medicina di precisione”, ha dichiarato Savino Cilla, Direttore della UOSD di Fisica Medica e Sanitaria. “La sfida è coniugare la potenza analitica dell’AI con l’esperienza clinica, per trattamenti sempre più mirati ed efficaci”.

Per Francesco Deodato, Direttore dell’UOC di Radioterapia Oncologica “Molise ART”, l’AI segna il passaggio da protocolli rigidi a sistemi adattivi capaci di evolvere nel tempo: “supera il concetto di ‘paziente medio’ e supporta decisioni sempre più calibrate sul profilo individuale”.

Sulla solidità del progetto anche sul piano organizzativo ha insistito il Direttore Sanitario Giovanni Guglielmucci, sottolineando l’importanza di un governo clinico capace di garantire sicurezza, qualità e sostenibilità dell’innovazione.

“Essere stati scelti come centro europeo di riferimento è un riconoscimento importante e una responsabilità verso i pazienti e il territorio”, ha affermato Stefano Petracca, Presidente del Responsible Research Hospital. “MOZI rappresenta una frontiera concreta dell’AI applicata alla radioterapia: più precisione, più personalizzazione, più sicurezza”.

Con l’avvio della sperimentazione MOZI, il Responsible Research Hospital conferma una traiettoria chiara: trasformare l’innovazione tecnologica in pratica clinica, rafforzando il legame tra ricerca, governance e qualità delle cure oncologiche, con un obiettivo misurabile e centrale: migliorare gli esiti e l’esperienza di cura dei pazienti.


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