Frutta in guscio, progetto Crea-Masaf per valorizzare una filiera al 100% italiana – In breve
Incrementare la competitività del
settore nazionale della frutta a guscio attraverso la
valorizzazione di varietà, anche maggiormente legate al
territorio, che favoriscano la qualità delle produzioni fresche
e trasformate. Questi gli obiettivi del progetto VALO.RE. I.N.
CA.M.P.O. (“Azioni di VALOrizzazione e REcupero per le filiere
Italiane di Nocciolo, CAstagno, Mandorlo, Pistacchio e
carrubO”), finanziato dal Masaf e coordinato dal Crea, in
collaborazione con le Università di Torino, Firenze, Bari,
Palermo e Catania. Ieri a Roma sono stati presentati i risultati
finali.
Il progetto ha coinvolto 13 unità operative, si è articolato
in 5 linee di ricerca principali, incentrate sulla
valorizzazione e il recupero delle filiere castanicola,
mandorlicola, pistacchicola, carrubicola e sull’analisi
statistico-economica della filiera. Il Crea, attraverso i suoi
centri di ricerca, ha garantito un’ampia partecipazione del
mondo operante nel settore della frutta a guscio (imprenditori
agricoli, trasformatori, vivaisti) al fine di disseminare le
conoscenze acquisite dal partenariato in tema di miglioramento
genetico e vivaismo, tecnica colturale, patologia vegetale,
sostenibilità e innovazione di processo e di prodotto.
Tra i risultati evidenziati, quelli derivanti da strategie di
irrigazione e metodi di monitoraggio per migliorare l’efficienza
nell’uso dell’acqua per i mandorleti, che si trovano ad
affrontare le sfide del cambiamento climatico. Lo studio
dimostra che è possibile risparmiare fino a più del 20% di acqua
senza compromettere resa e qualità della produzione. Ottime
prospettive anche dalla valorizzazione delle produzioni
castanicole meno pregiate attraverso prodotti ancora poco
utilizzati come la birra alle castagne e l’idromele da miele di
castagno: il progetto ha mappato a fine 2025 più di 100
referenze di birre artigianali a base di castagne (frutto,
farina e/o miele) prodotte da circa 70 birrifici in tutta
Italia. Buone prospettive in tema di economia circolare
arrivano, infine, dai residui della lavorazione dei semi di
carrubo, considerati fino ad oggi scarti industriali, che
possono diventare una risorsa preziosa per la produzione di
energia e ammendanti agricoli.
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