Cultura

Courtney Marie Andrews – Valentine

Courtney Marie Andrews è tornata con questo suo nono LP, che arriva dopo poco più di tre anni dal precedente, “Loose Future“.

Scritta durante un periodo di profondi cambiamenti e nuovi inizi, questa raccolta di dieci brani vede la musicista originaria di Phoenix e residente a Nashville trasformare l’infatuazione in una forza “luminosa”.

Credit: Wyndham Garnett

Registrato su nastro ai Valentine Recording Studios di Los Angeles e co-prodotto insieme a Jerry Bernhardt, è il disco più sperimentale dal punto di vista sonoro della Andrews, che irradia resilienza mentre esplora il terreno tra il dolore e il rinnovamento.

In questi brani, la statunitense cattura sia la fragilità che la ferocia delle relazioni umane, senza esitazione e vulnerabile nella sua ricerca. Il disco risuona come una testimonianza di trasformazione, un ritratto della Andrews che emerge dal dolore e dalla sofferenza e si erge con la sua saggezza dall’altra parte.

L’opening-track “Pendulum Swing” è basata soprattutto sul piano, su percussioni potenti e cupe e su una chitarra intensa, proprio come la sua voce, che sa costruire un notevole strato di emotività dai toni dolci-amari.

“Little Picture Of A Butterfly”, uno dei singoli anticipatori di questa release, è stata scritta dalla Andrews dopo un incontro non andato bene e, sebbene sia presente la malinconia, il panorama è più leggero, grazie anche al lavoro di fiati e tastiere, mentre i vocals della songwriter di Phoenix sono ricchi di sentimenti: gli ultimi ottanta secondi, totalmente strumentali, regalano poi sensazioni inaspettate quanto piacevoli e rilassanti. Davvero un piccolo gioiello!

“Everyone Wants To Feel Like You”, se da una parte mostra dolcezza ed è senza dubbio intima e personale, dall’altra trova una grande forza emotiva country-folk nella voce di Courtney, prima che sia la sei corde a esplodere con un lungo assolo in un modo che sicuramente non potevamo prevedere, ma che colpisce duro al cuore.

“Best Friend”, invece, vede protagonista la chitarra acustica: mentre i vocals della Andrews aggiungono una notevole profondità sotto il punto di vista dei sentimenti, seppur con un tocco di amarezza, un certo senso di solennità pervade la canzone.

Un album sincero, intimo e ricco di emotività che segna una nuova evoluzione per la songwriter statunitense che, mentre non nasconde i suoi riferimenti dai sapori classici, ci regala un viaggio davvero speciale grazie alle sensazioni che la sua musica sa scaturire in chiunque la voglia ascoltare con il cuore e non solo con le orecchie.


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