Calabria

Case abusive e coste cementificate. Il territorio calabrese mostra la sua fragilità

Quartieri sott’acqua, lungomari devastati, stabilimenti balneari cancellati. La furia del ciclone Harry ha messo a nudo ancora una volta la fragilità di un territorio, quello calabrese, troppo spesso “violato”. La grande piaga porta un nome: abusivismo. Fenomeno globale ma che a queste latitudini assume contorni drammatici: più di una casa su due risulta irregolare. Numeri drammatici, incastonati nell’ultimo rapporto Bes Istat. Con un paradosso a fare da contorno: nessuno potrà risarcire i danni per quelle abitazioni non a norma.
D’altronde, perfino quando le sanzioni vengono comminate, non trovano poi applicazione. A confermarlo è l’ultimo rapporto di Legambiente: dal 2004 al 2023 sono state emesse 11.398 ordinanze di demolizione. Il 77 per cento dei provvedimenti si è concentrato nei comuni costieri, ma solo l’11 per cento delle ordinanze di abbattimento è stato realmente eseguito e appena 135 immobili sono passati al patrimonio comunale. Numeri sconfortanti, ma utili a comprendere come il cemento illegale continui a esercitare una forte pressione su territori già deboli dal punto di vista ambientale e idrogeologico.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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