Scienza e tecnologia

Recensione Tom, l’assistente alla guida di TomTom contro autovelox, code e incidenti

Nella confezione di Tom troviamo, oltre al device, un cavo USB-C e un convertitore da USB-A a USB-C, oltre a un (in)utile manuale, che in pratica ci invita a scaricare subito l’app, senza la quale il dispositivo non serve a nulla.

Per associare Tom all’app TomTom è necessario Android 12 o iOS 18 (o versioni successive), un requisito che ormai la netta maggioranza degli utenti dovrebbe essere in grado di soddisfare.

Chiariamo che la presenza del cavo serve solo a fini di ricarica, perché Tom non necessità di alimentazione durante il funzionamento, al contrario per esempio dei classici dongle per Android Auto e CarPlay.

È infatti possibile fissarlo al cruscotto dell’auto tramite l’adesivo preinstallato sul prodotto, basta poi avere un cavo USB-C abbastanza lungo da collegarlo di quando in quando all’alimentazione per ricaricarlo.

Il funzionamento di Tom è molto semplice e diretto. Per prima cosa va accoppiato all’app TomTom – Mappe & Traffico presente sullo smartphone che useremo in auto.

Perché sì, di fatto Tom non è altro che una “forma fisica” per gli stessi avvisi che riceveremmo usando l’app di TomTom.

Da una parte questo è un bene, perché si appoggia su una struttura solida, che sfrutta le informazioni provenienti da una “community globale di 600 milioni di dispositivi connessi”. Dall’altra significa anche che i suoi avvisi sono di fatto gli stessi dell’app. E quali avvisi?

  • Tutor e autovelox, inclusi semafori con telecamera, e avvisi su zone a rischio in cui è probabile che si verifichino controlli di velocità o altri pericolo. 
  • Trafico, quando ci stiamo avvicinando rapidamente a un ingorgo o per interruzioni stradali e ritardi.
  • Pericoli stradali, come incidenti, lavori in corso, veicoli in panne, scarse condizioni stradali, oggetti sulla strada o anche veicoli contromano.
  • Eccesso di velocità.

E come vengono rilevati tutti questi pericoli? Anche tramite le segnalazioni degli utenti Tom e TomTom.

Premendo il pulsante frontale è infatti possibile confermare o segnalare un autovelox, mentre tenendolo premuto per 2 secondi avviseremo gli altri di una situazione pericolosa.

Dalle impostazioni di Tom, è possibile revolare il volume dei segnali acustici provenienti dal dispositivo, la luminosità della luce, ed eventualmente attivare una luce intermittente verde ogni 10 seconid per farci sapere che Tom è connesso.

Tom ha un’autonomia di circa un mese con singola carica. Basta quindi ricordarsi una dozziona di volte all’anno di collegarlo a una delle porte USB presenti in auto (o all’accendisigari tramite opportuno adattatore) per non rimanere mai senza avvisi. Del resto, non avendo display di alcun tipo e sfruttando connessione Bluetooth a basso consumo, è chiaro che non necessita di molta energia per operare.

Partiamo da un punto fermo: Tom funziona molto bene, e fa esattamente ciò che dice. Basta salire in auto, e col movimento si attiva, senza fare nulla.

Significa che è perfetto e consigliabile a chiunque? No. Ci sono infatti alcuni limiti che lo rendono meno universale e meno raccomandabile a scatola chiusa di quanto si potrebbe pensare.

La vastità delle segnalazioni

Come abbiamo visto, Tom può avvertirci di una miriade di problemi lungo la strada, l’unico problema (scusate il gioco di parole – NdR) è che lo farà sempre nello stesso modo.

  • Suono e luce blu per gli autovelox
  • Suono e luce gialla per un pericolo stradale
  • suono e luce rossa per gli ingorghi

Finché si tratta di autovelox, tutor o semafori, tutto bene. La luce blu è ben visibile e soprattutto il “Bip” di avviso è sonoro al punto da sovrastare i rumori della strada e l’eventuale musica in riproduzione.

Il problema nasce soprattutto con gli avvisi di pericoli stradali, che come abbiamo visto sono tantissimi. Tenendoli tutti attivi, durante la guida è un continuo “Bip” e luce gialla, così frequenti da diventare inutili (e anche un po’ fastidiosi).

Cosa vorrà segnalarmi Tom? Un incidente? Dei lavori in corso? Una strada dissestata?

Il fatto che gli avvisi siano solo audio + luce colorata non aiuta a distinguere i vari scenari possibili, tanto che nel caso dei pericoli stradali è meglio tenerne attivi giusto un paio (incidenti e lavori in corso?) e spegnere gli altri, o rischiano di diventare solo rumore di fondo.

La stessa cosa non vale per gli avvisi sul traffico, che però, nella nostra esperienza, si sono rivelati un po’ tardivi e soprattutto inefficaci in mancanza di un percorso alternativo. La luce rossa compare quando sei praticamente già in coda, e anche qualora ti avvisasse poco prima, te ne fai poco se non hai un’alternativa. Un navigatore visuale è l’unica soluzione in questo caso. E questo mi dà il la per passare al prossimo punto debole.

La ridondanza degli avvisi

La presenza di Tom non inibisce in alcun modo l’uso di navigatori di terze parti.

Possiamo usare Google Maps, Waze o altre app, sia sul telefono che su Android Auto e CarPlay, mentre Tom continuera indipendentemente a segnalarci tutto.

Di fatto l’app di TomTom sarà sempre in esecuzione e collegata a Tom, altrimenti quest’ultimo non potrebbe funzionare, ma al contempo potremo avere un altro navigatore in primo piano.

Chiaramente è bene che sia così, ma questo crea anche una certa ridondanza. Da un lato gli avvisi di Tom si sommeranno a quelli del nostro navigatore di terze parti, dall’altro, se usassimo proprio TomTom come navigatore, Tom diventerebbe praticamente superfluo.

Ma se possiamo avere gli stessi identici avvisi tramite l’app TomTom – Mappe & Traffico, che è gratis, a cosa serve Tom? Da una parte all’immediatezza: non c’è niente da attivare, sta sempre in auto, si avvia da solo, e parte subito a segnalarci quello che abbiamo configurato. Dall’altra Tom è indipendente dal resto della vita di bordo del veicolo: ha un buon volume, e se ben collocato è difficile non vederlo.

Non importa se stiamo riproducendo musica o viceversa abbiamo mutato lo stereo di bordo.

Però è importante avere lo smartphone sempre con noi durante la guida, o anche Tom è inutile. E se abbiamo lo smartphone, in molti avranno anche Android Auto e/o CarPlay, che possono fare le sue veci senza bisogno di spendere un centesimo in più.

Viceversa però, per “utenti meno digitali“, è più facile configurare una sola volta Tom e lasciarlo a bordo del veicolo per essere più sicuri di non incappare in autovelox indesiderati.

E qui torniamo da dove siamo partiti: fa bene ciò che deve fare, ma ciò che fa non è per tutti.

Tom by TomTom costa 79,99 euro di listino, ma su Amazon è già un po’ scontato. Dal punto di vista puramente hardware è una cifra elevata, ma basta scampare anche una sola multa per eccesso di velocità, o scampare un qualche pericolo, e si è facilmente ripagato da solo.

Il punto non diventa quindi tanto il prezzo, quanto la sua reale utilità, e questa è una cosa che ciascuno di noi dovrà giudicare in base alle proprie abitudini e necessità.


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