Veneto

È una responsabilità dello Stato

La sicurezza dei cittadini è, prima di tutto, una responsabilità dello Stato. È questo il concetto cardine ribadito dal sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, nel suo ruolo di coordinatore dei Comuni capoluogo in Anci.

Una posizione, quella del primo cittadino del Pd, che risuona come una risposta politica agli strali del centrodestra vicentino: proprio di recente, il consigliere di FdI Nicolò Naclerio lo ha accusato di non impegnarsi abbastanza nel contrasto a degrado e microcriminalità, nonostante i rinforzi inviati da Roma alla Questura berica siano stati irrisori.

Oggi la Consulta dei Comuni capoluogo di Anci, convocata e coordinata proprio da Possamai alla presenza del presidente nazionale Gaetano Manfredi (sindaco di Napoli) e del delegato alla sicurezza Vito Leccese (sindaco di Bari), ha avviato ufficialmente il percorso per la costruzione di un Nuovo Patto nazionale per la sicurezza delle città. Il documento sarà sottoposto al Governo e al Ministero dell’Interno per chiedere interventi strutturali.

“Ho ritenuto importante coordinare questo confronto perché la sicurezza è una priorità per le nostre comunità — ha dichiarato Possamai —. Solo attraverso un lavoro comune possiamo portare al Governo proposte serie. Serve garantire sicurezza reale partendo da una presenza costante delle Forze dell’Ordine e della Polizia locale”. Tra le richieste tecniche, anche la definizione chiara degli strumenti in uso agli operatori, come il bastone estensibile e la mazzetta di segnalazione.

Il sindaco ha richiamato l’attenzione sulla situazione critica della Questura di Vicenza, ancora classificata in seconda fascia nonostante la complessità del territorio. I numeri forniti da Possamai fotografano l’emergenza: negli ultimi anni, a fronte di circa 30 pensionamenti, sono stati assegnati solo 6 nuovi agenti. Un saldo negativo che rende sempre più difficile il presidio costante delle strade.

Il problema non riguarda solo la Polizia di Stato. A livello nazionale, dal 2009 a oggi, il personale della Polizia locale è crollato da 60 mila a 48 mila unità. Per invertire la rotta, l’Anci stima necessari almeno 500 milioni di euro di investimenti. L’obiettivo minimo fissato dai sindaci è ambizioso: garantire almeno una volante o radiomobile ogni 25 mila abitanti, con particolare attenzione alle ore notturne.

Il “Nuovo Patto” prevede l’istituzione di un Fondo unico nazionale stabile dedicato non solo alle assunzioni e alla formazione, ma anche al potenziamento della videosorveglianza e delle bodycam. Il piano non si limita alla repressione: tra le priorità figurano il contrasto alla devianza giovanile e alla “mala movida”, oltre ad azioni mirate sulle marginalità sociali, sulle dipendenze e sul disagio psichico.

Il percorso avviato oggi proseguirà nei prossimi mesi con un appuntamento nazionale che riunirà tutti i sindaci italiani per presentare al Governo la proposta definitiva.


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