Ambiente

Il comune cileno di Quillón aderisce all’associazione delle Città del Vino – Vino

Il comune cileno di Quillón, nella
regione di Ñuble, è il sesto comune straniero che aderisce
all’Associazione nazionale Città del Vino, di cui fanno parte
oltre 500 comuni a vocazione vitivinicola.

   
L’accordo è stato definito da un viaggio istituzionale che il
presidente Angelo Radica ha svolto in Cile. “Crediamo molto
nelle prospettive internazionali, non solo per quanto riguarda
la nostra associazione, ma anche in generale per tutta la
filiera. La fase incerta caratterizzata dall’imposizione di dazi
sul mercato statunitense impone l’impegno a cercare alternative
in aree promettenti, come il Cile”, dichiara Radica.

   
L’adesione di Quillón a Città del Vino è stata preceduta, per
quanto riguarda l’estero, da municipalità in Corea del Sud,
Croazia, Slovenia e Brasile. Il presidente di Città del Vino in
Cile ha incontrato il sindaco di Quillón, Felipe Catalan, il
governatore della regione di Ñuble, Oscar Crisostomo,
rappresentanti di società di promozione del territorio. “Abbiamo
gettato le basi per nuove importanti, collaborazioni”,
sottolinea Radica. “In questa regione ci sono numerose piccole
aziende di qualità”. Un tratto distintivo della viticoltura di
Quillón è infatti la presenza di un gran numero di piccoli
produttori, con proprietà comprese tra 0,5 e 6 ettari, per un
totale di oltre 800 viticoltori. Questo conferma il carattere
fortemente contadino e tradizionale della viticoltura locale.

   
Il presidente di Città del Vino conclude: “Il valore aggiunto
che possiamo offrire è notevole: basti pensare all’assenza, in
Cile, di un marchio analogo alla nostra ‘Doc’, che abbiamo
l’opportunità di trasferire attraverso e assieme al nostro
sistema di consorzi. Possiamo inoltre offrire l’esperienza
dell’Ocm vino Paesi terzi, e in generale il nostro metodo di
promozione territoriale in un contesto caratterizzato dalla
difficoltà all’esportazione, visto che si tratta di aziende di
dimensioni ridotte. Non serve specificare che uno scambio del
genere apre notevoli occasioni di sbocco per i nostri prodotti”.

   

   

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