in realtà era una rete di truffatori di anziani
Un’associazione a delinquere specializzata in truffe ed estorsioni attraverso contratti per la vendita a domicilio di beni per la casa è stata smantellata dalla Guardia di finanza di Padova al termine di un’indagine durata diversi mesi. L’operazione ha portato all’arresto di tre persone, all’applicazione di misure cautelari nei confronti di altre due e al sequestro di beni per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro. Le vittime accertate sono oltre 1.200, residenti in 54 province del Nord e del Centro Italia, in gran parte donne ultrasessantenni.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova, hanno preso avvio nel 2021 dopo che i militari delle Fiamme gialle avevano notato uno stile di vita particolarmente dispendioso da parte di alcuni soggetti legati a società operanti nel settore delle vendite porta a porta. Frequentazioni abituali di locali della movida padovana, spostamenti su auto sportive di lusso spesso diverse tra loro e spese elevate per viaggi, ristoranti e beni di alta moda avevano attirato l’attenzione degli investigatori, soprattutto in relazione ai redditi ufficialmente dichiarati.
L’analisi incrociata delle targhe delle auto utilizzate, dei conti correnti e dei flussi finanziari ha fatto emergere forti incongruenze tra il tenore di vita e le entrate dichiarate. Approfondendo l’attività delle società riconducibili agli indagati, i finanzieri hanno rilevato che la clientela era composta quasi esclusivamente da persone anziane, spesso sole o in condizioni di fragilità. Da qui sono partiti gli accertamenti che hanno consentito di ricostruire il presunto meccanismo illecito.
Secondo quanto emerso, il gruppo faceva leva su una rete di venditori porta a porta che operava a rotazione su diverse aree geografiche. I rappresentanti si presentavano nelle abitazioni delle potenziali vittime proponendo prodotti per la casa e per il benessere, come set di pentole, materassi, ferri da stiro, poltrone reclinabili ed elettromedicali per la magnetoterapia. Nella maggior parte dei casi, al primo incontro non avveniva alcuna vendita, ma veniva richiesto di firmare un modulo presentato come semplice attestazione del passaggio del venditore.
In realtà, quel documento si sarebbe rivelato un vero e proprio contratto vincolante. In occasione delle visite successive, le vittime venivano informate di essere già obbligate all’acquisto sulla base di quanto firmato in precedenza. I prodotti, di valore commerciale modesto, venivano presentati come articoli di alta qualità e venduti con ricarichi che, secondo gli inquirenti, arrivavano fino all’800 per cento. La spesa richiesta oscillava generalmente tra i 5.000 e i 7.000 euro per singola fornitura.
Quando le persone non disponevano delle somme necessarie, i venditori le indirizzavano verso l’apertura di finanziamenti con società di credito al consumo. In diversi casi, le vittime più vulnerabili venivano visitate più volte nel corso degli anni e indotte a sottoscrivere nuovi ordini, con la conseguente rimodulazione dei finanziamenti già attivi. Questo comportava un aumento dell’importo complessivo, delle rate mensili e della durata dei prestiti. Un caso emblematico riguarda una donna residente a Padova che, nell’arco di tre anni, avrebbe subito quattro visite, accumulando acquisti per 22.000 euro e interessi per circa 3.000 euro, con un finanziamento prolungato fino al 2030.
Nel caso di resistenze o rifiuti, gli indagati avrebbero fatto ricorso a pressioni psicologiche, prospettando conseguenze legali e l’intervento di un presunto legale della società, talvolta presente durante le visite domiciliari. Questo elemento ha portato la Procura a contestare non solo il reato di truffa, ma anche quello di estorsione.
Al termine dell’indagine, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova ha disposto misure cautelari nei confronti di cinque dei dieci indagati, di età compresa tra i 35 e i 60 anni. Per il presunto promotore dell’organizzazione, un 59enne residente a Rubano, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Due stretti collaboratori sono stati posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre per altri due è stato imposto l’obbligo di dimora con divieto di allontanamento notturno e obbligo di firma quotidiano. Gli indagati risiedono in prevalenza nel Padovano, con singoli soggetti nelle province di Rovigo e Treviso.
Contestualmente è stato ordinato il sequestro preventivo di circa 2,5 milioni di euro, ritenuti provento delle attività illecite, comprensivi di contanti, gioielli e beni di lusso. Le somme, secondo gli inquirenti, provenivano sia dai ricarichi applicati ai prodotti venduti sia dalle provvigioni riconosciute dalle società finanziarie per ogni contratto di credito al consumo attivato. I fondi sarebbero stati reinvestiti in noleggi di auto di lusso, viaggi esclusivi, ristoranti di alto livello e acquisti presso le principali maison della moda internazionale.
Le indagini hanno inoltre ricostruito i legami tra gli indagati e diverse società attive nella vendita a domicilio, con sedi legali e operative tra le province di Venezia e Padova. L’attività del gruppo si sarebbe estesa ben oltre il territorio veneto, colpendo vittime in numerose regioni del Nord e del Centro Italia.
L’operazione, condotta con l’impiego di oltre 70 militari, ha segnato la conclusione di un’articolata attività investigativa che ha messo in luce un sistema strutturato e reiterato di raggiri ai danni delle fasce più deboli della popolazione, fondato sull’abuso di fiducia e sulla pressione psicologica esercitata all’interno delle abitazioni private.
Sommario SEO
Titolo:
Meta description: Oltre 1.200 vittime e sequestri milionari.
Slug consigliato:
Source link




