Groenlandia, Ue incerta tra dialogo e reazione: oggi Consiglio straordinario
BRUXELLES – Per i paesi più combattivi il vertice straordinario di oggi tra i capi di Stato e di governo dell’Unione europea sarà utile per individuare gli strumenti più appropriati nel rispondere alle iniziative americane sul fronte groenlandese o commerciale. Per i paesi più cauti il summit servirà a fare il punto della situazione. Sullo sfondo è forte il sentimento condiviso di frustrazione nei confronti di Washington; la volontà di emanciparsi dall’alleato americano è invece ancora fonte di divisioni.
In un discorso ieri a Strasburgo la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha tratteggiato le questioni aperte: «Il cambiamento nell’ordine internazionale non solo è radicale, ma è anche permanente. La rapidità dei cambiamenti supera di gran lunga qualsiasi cosa abbiamo visto negli ultimi decenni (…) Dovremo abbandonare la tradizionale cautela europea (…) Il mondo sta cambiando più rapidamente della nostra mentalità».
Successivamente, la signora von der Leyen ha aggiunto: «Le nostre istituzioni, i nostri governi e le nostre società, tutti noi, dobbiamo trasformare il nostro modo di pensare e di agire». La presidente della Commissione è sembrata ieri più combattiva. Ancora all’inizio della settimana un suo portavoce esortava ad evitare l’escalation con l’amministrazione Trump, nonostante le clamorose minacce di annettere la Groenlandia e di imporre nuovi dazi.
La signora von der Leyen ha forse deciso di alzare la posta per schivare le critiche all’accordo commerciale particolarmente sbilanciato firmato con l’amministrazione Trump nell’estate scorsa? Nessuno si è dimenticato la foto della presidente sorridente con il pollice alzato accanto a Donald Trump. Oppure la presidente sente che il vento europeo punta a maggiore assertività nei confronti degli Stati Uniti? Probabilmente pesano entrambi i fattori.
Il vertice di oggi servirà come minimo a fare il punto della situazione. Sul fronte commerciale, alle minacce di nuove tariffe da parte americana l’Unione europea può rispondere con contro-dazi oppure con un regolamento del 2023 che le permette di reagire ai tentativi di coercizione economica, andando a colpire le grandi e influenti aziende digitali. Corre voce anche di un possibile boicottaggio del Campionato mondiale di calcio che si svolge quest’anno negli Stati Uniti.
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