Marche

l’uomo accusato di tentata violenza sessuale


MONTE SAN GIUSTO Tenta di palpeggiare una barista ma lei nel tentativo di difendersi gli morde una mano e scappa. Pochi minuti prima insieme ad altri due avventori avrebbe rubato le mance destinate ai dipendenti del locale. Con queste accuse tre romeni devono rispondere a vario titolo di tentata violenza sessuale e furto in concorso. 

La ricostruzione

La vicenda, finita ieri all’attenzione del giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Macerata Francesca Preziosi e del pubblico ministero Enrico Riccioni risale al 2024. Era la notte tra il 20 e il 21 febbraio quando tre uomini di origine romena erano entrati all’interno di un bar di Monte San Giusto. Gli avventori avrebbero effettuato delle consumazioni poi però la serata avrebbe preso una piega diversa.

La ricostruzione

Secondo la ricostruzione accusatoria quella notte i tre, un 36enne che vive a Macerata, un 50enne di Monte San Giusto e un 48enne che vive fuori regione, si sarebbero appropriati di un barattolo che si trovava sul bancone del bar e in cui erano contenute le mance destinate ai dipendenti (in totale c’erano circa 30 euro). Poi uno dei tre, quello più giovane, con la scusa di restituire i soldi alla barista, l’avrebbe indotta a seguirlo nel bagno privato dicendo che il barattolo era lì e una volta dentro avrebbe chiuso la porta.

In base a quanto contestato dalla procura (il fascicolo è del pubblico ministero Rosanna Buccini, ndr) il 36enne le avrebbe messo una mano al collo e poi alla bocca per impedirle di urlare e con l’altra avrebbe tentato di palpeggiarla. Ma lo straniero non sarebbe riuscito a toccarla perché la barista, nel tentativo di liberarsi dalla presa, lo aveva morso ad una mano, era riuscita ad aprire la porta e a scappare. Dopo la denuncia della vittima (la donna è tutelata dall’avvocato Francesco Laganà) sono scattate le indagini. Il 36enne è accusato di tentata violenza sessuale e, in concorso con gli altri due anche di furto. Ieri l’udienza è stata rinviata al prossimo 15 aprile per consentire le ricerche del 50enne, al momento irreperibile. Il 36enne, difeso dall’avvocato Massimo Di Cola rigetta tutte le accuse, da quanto sostenuto non conosceva neppure i coimputati che avrebbe visto per la prima volta quella sera all’interno del bar. I due connazionali sono invece difesi d’ufficio dall’avvocato Francesco Perfetti.




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