Muore a Bali il dj Filippo Santori. Fatale una polmonite, choc a Pesaro. Il 42enne speaker si trovava in vacanza

PESARO Filippo Santori, pesarese, 42 anni, speaker e dj, è morto ieri mentre si trovava in vacanza a Bali. Il tecnico del suono era partito a novembre per una vacanza, ma forse era già affetto da quella polmonite che poi non gli ha lasciato scampo, come racconta la famiglia. Da giorni non si avevano notizie di lui, fino alla drammatica notizia. L’ultimo post su Instagram di Filippo risale a qualche giorno dopo il Natale scorso, quando scrisse: «Ciao a tutti, purtroppo non sto ancora bene e sono bloccato a Bali. Per questo motivo non potrò partecipare alle serate previste. Mi scuso per l’assenza».
La carriera
Filippo iniziò la sua carriera giovanissimo nei tempi d’oro di Radio Veronica, tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000. È sempre stato un grande appassionato di musica e molto vicino ai gruppi e alle giovani band pesaresi. Per questo, al termine del suo lavoro con la radio, aveva aperto uno studio di registrazione, il SoundLogic Studios, in strada di Borgheria, nel quale ospitava le prove di diversi gruppi a cui poi realizzava video e seguiva l’editing dei loro album. Dopo essere partito in vacanza per Bali, i primi di dicembre aveva postato sui social il ricovero in ospedale e il suo amico farmacista Emidio, di Fano, lo aveva contattato per chiedergli cosa era successo: «pare non potesse riprendere l’aereo perché aveva una saturazione troppo bassa, il minimo consentito è 90 e lui aveva 85. So che poi lo aveva raggiunto la mamma». È particolarmente sconvolto anche il noto dj Thor che con Filippo ha condiviso serate, ma soprattutto grandi produzioni anche all’estero: «Era un grandissimo sound engineering, molto bravo a produrre arrangiamenti e musica. Un punto di riferimento per molti artisti del territorio, ma non solo. Abbiamo prodotto insieme tanta musica house, elettronica, hip hop che ha ottenuto riscontri in classifiche internazionali. Il suo pseudonimo era Sam Philip. Ci siamo conosciuti a Radio Veronica, ma poi lui ha volato sempre molto alto dal punto di vista tecnico. Era riservato, gentile, sempre molto disponibile con tutti e ci tengo a dire che lascia un vuoto incolmabile sia come persona che per il suo lavoro. Sentirsi artisti è più facile, ma lavorare con gli artisti e aiutarli non è cosa da tutti: richiede un approccio di grande professionalità e rispetto. Si sentirà moltissimo la sua mancanza».
Il ricordo
Luigi Pansino, altra nota figura nell’ambito della musica a Pesaro, è rimasto in contatto con Filippo fino all’ultimo: «Abbiamo lavorato insieme in tante fasi, da Radio Veronica al suo studio, ma sono sconvolto perché da due mesi parlavo con lui ogni giorno all’alba. Quotidianamente ci sentivamo alle 5,30 del mattino e forse sono stato uno degli ultimi suoi amici pesaresi a sentirlo. Mi parlava dal suo letto d’ospedale e nella voce si sentiva sempre di più questo suo affaticamento, fino a qualche giorno fa, in cui parlava solo attraverso brevissimi vocali, fino a 5 giorni fa e poi più nulla, fin quando non è giunta la notizia della sua scomparsa. Credo sia subentrata un’infezione e poi un arresto cardiaco. Non ho parole, è una gravissima perdita per tutti noi. So che la madre era con lui e meno male, almeno non era solo a 11mila chilometri di distanza. Stiamo aspettando il suo ritorno, ragionando di essere pronti anche a fare un crowdfunding, perché non crediamo sarà facile farlo tornare così».




