Excelsior, la giunta accelera sulla revoca delle varianti: primo passo verso l’esproprio
PORTO SAN GIORGIO – Non è un caso che tra le primissime delibere approvate dalla giunta Vesprini all’inizio di quest’anno via sia quella che ha a che fare con il vecchio cinema Excelsior, per anni al centro di una querelle giudiziaria, poi di una convenzione urbanistica che ora l’Amministrazione comunale intende revocare. Il motivo è arcinoto: il privato non l’ha mai sottoscritta, lasciando l’ente di via Veneto con il cerino in mano.

Non è un caso che tra le primissime delibere approvate dalla giunta Vesprini all’inizio dparrtei quest’anno via sia quella che ha a che fare con il vecchio cinema Excelsior, per anni al centro di una querelle giudiziaria, poi di una convenzione urbanistica che ora l’Amministrazione comunale intende revocare. Il motivo è arcinoto: il privato non l’ha mai sottoscritta, lasciando l’ente di via Veneto con il cerino in mano. A raggiungere un accordo con la società Cinematografica Excelsior era stato il primo cittadino Nicola Loira, a pochi mesi dalla scadenza del suo mandato. C’è già chi brindava al recupero dell’immobile, chi, come l’attuale sindaco, aveva criticato i termini della convenzione perché troppo sbilanciata verso il privato. L’edificio, realizzato nel 1923 in stile liberty, su progetto del pittore Sigismondo Nardi, e successivamente ampliato e ristrutturato seguendo le forme dell’architettura razionalista, fa bella mostra di sé, si fa per dire, da oltre un secolo in piazza della Marina. Negli ultimi trenta anni, però, l’immobile chiuso ed abbandonato, rappresenta solo una “ferita” per la città. Finestre rotte, intonaco che cade a pezzi, tetto sfondato raccontano i vicini, uno stato di degrado che aveva costretto il Comune a mettere in sicurezza con una pannellatura ad hoc gran parte della struttura.
«Sebbene non vincolato -si legge nella delibera- per l’immobile, essendo un edificio di architettura moderna di interesse storico, si consentono le seguenti categorie di intervento: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo». Partendo da queste considerazioni, sarebbe stata presentata nel 2021 dalla società proprietaria del cinema una variante urbanistica per la riqualificazione dell’edificio, accettata dall’Amministrazione tenuto conto dell’onere finanziario necessario al recupero strutturale. La variante prevedeva un incremento di circa 440 mq di sul, per ricavare anche uno spazio commerciale al piano terra e residenze, il privato si impegnava a ricavare al suo interno una sala polifunzionale da concedere al Comune di circa 140 posti, a riqualificare piazza della Marina e, più in generale, a recuperare integralmente l’ex cinema. Da parte sua il Comune si impegnava ad approvare un’apposita variante urbanistica per il cambio di destinazione da zona alberghiera a zona residenziale del Timone 5 in via XX Settembre. Il tutto subordinato alla stipula di una convenzione tra la società Cinematografica e il Comune di Porto San Giorgio entro due anni dalla delibera di approvazione della variante stessa. Ne è derivato un lungo scambio epistolare tra le parti, durato due anni, trascorsi i quali «a tutt’oggi, nonostante i numerosi solleciti, non risulta sottoscritta la convenzione urbanistica».
Tramontata definitivamente quindi l’ipotesi di trovare un accordo, l’Amministrazione comunale ribadisce nella delibera che «non si ravvisa oggi né l’intenzione né la legittimità ad eventuali possibili modifiche, proroghe o ogni altra determinazione in ordine ai procedimenti pregressi essendo intervenuta una diversa valutazione dell’interesse pubblico che è quello di recuperare l’immobile storico attraverso un intervento di restauro e riuso mantenendo la destinazione di interesse pubblico simile al preesistente». Parole che danno la stura ad un percorso che prevede una nuova variante, quindi un passaggio in Consiglio, e successivamente molto probabilmente l’esproprio. Il costo dell’operazione non sarà certo basso ma si terrà conto del valore catastale e dello stato in cui si trova il vecchio cinema Excelsior.
Sandro Renzi
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