i convocati dell’Italia e il calendario completo
MILANO – Parte ufficialmente l’operazione Sei Nazioni. Il torneo di rugby più antico e più prestigioso del mondo inaugura una versione ancora più compressa (con una sola pausa di una settimana, fra il terzo e il quarto turno) e si risolve tutto in una quarantina di giorni. Il primo atto “ufficiale” oggi a Milano nella sede di Sky, che trasmetterà tutte le partite e, per quanto riguarda gli Azzurri, consentirà anche la visione in chiaro tramite il canale TV8.
Nell’occasione è stata resa nota la lista dei trentadue giocatori convocati per la prima parte del torneo, che comprende l’incontro in casa con la Scozia e le trasferte in Irlanda e in Francia. Nessuna novità clamorosa, ma qualche annotazione da fare: il terza linea Samuele Locatelli e il centro Damiano Mazza potrebbero conquistare la prima maglia azzurra in un ambito top come quello del Sei Nazioni, mentre Edoardo Todaro, non ancora ventenne e in grande forma nel campionato inglese, è confermato tra i “grandi”e nel terzetto dei mediani di mischia Alessandro Fusco è stato questa volta preferito ad Alessandro Garbisi.
Per tutti il primo obiettivo è quello di entrare fra i 23 che saranno selezionati (15 per il campo, otto per la panchina). Il gruppo allargato è stato scelto anche tenendo conto di diversi giocatori al momento indisponibili per infortunio. E non sono nomi da poco: Allan, Capuozzo, Negri, Vintcent, Lucchesi e Trulla. «Ma con situazioni come questa – osserva il ct Gonzalo Quesada – bisogna confrontarsi praticamente sempre. Il rugby è uno sport duro che prevede 10-11 mesi di attività e qualche infortunato ci sarà sempre. Vuol dire che potremo dare più spazio a chi di solito gioca meno e potrà provare a mettersi in luce». Nel prosieguo del torneo, poi, almeno un paio di giocatori (Allan e Capuozzo) potrebbe tornare disponibile.
Michele L’amaro mantiene il titolo di capitano nell’ambito di quello che lui stesso definisce sorridendo un «consiglio dei saggi», del quale oltre a Quesada fanno parte altri tre atleti (Niccolò Cannone, Nicotera e Brex). «Ormai – spiega – questo gruppo ristretto opera da tempo per dare un indirizzo a tutta la squadra. È fondamentale che ci siano più elementi in grado di svolgere questo compito».
Si parla anche di prospettive, a partire dal brevissimo termine, da quell’Italia-Scozia che, sabato 7 febbraio, verrà subito dopo l’inaugurazione del torneo. Che non sarà venerdì 6, bensì giovedì 4, per non andare a “scontrarsi” con l’inaugurazione delle Olimpiadi invernali. «Secondo le statistiche 2025 – dice il ct – la Scozia ha le migliori percentuali di possesso e territorio a livello mondiale. Ultimamente hanno subito delusioni e hanno anche perso partite pur giocando bene, come con la Nuova Zelanda. Dal loro punto di vista non possono permettersi di perdere nuovamente a Roma, come due anni fa. Per noi sarà importantissimo giocare una grande partita, aspettandoci una guerra nel contatto fisico, davanti al pubblico da tutto esaurito dell’Olimpico».
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