Economia

Hera alza gli obiettivi di crescita puntando sulla sostenibilità

Neutralità carbonica, resilienza e creazione di valore tangibile e sostenibile, rigenerazione delle risorse e sviluppo a beneficio di tutti gli stakeholder. Sono i pilastri del nuovo piano industriale del gruppo Hera 2025-2029. Un documento che fa leva anche su innovazione e digitalizzazione per supportare il raggiungimento degli obiettivi ambientali, sociali ed economici del gruppo. La multiutility, con headquarter a Bologna e una presenza radicata anche nel Nord-Est, ha stimato nel piano industriale 2025-2029 investimenti lordi per 5,5 miliardi di euro, il 6% in più rispetto al precedente documento strategico elaborato un anno fa, mentre l’incremento è nell’ordine del 39% rispetto alle risorse investite complessivamente negli ultimi cinque anni. Delle somme preventivate, quasi due-terzi (il 63%) saranno destinati ai business regolati (con 3,1 mld destinati alle reti, che si confermano la filiera maggiormente capital-intensive), mentre il restante 37% alimenterà la crescita delle aree a mercato.

Utile netto oltre il mezzo miliardo, premio agli azionisti

Secondo i target di piano, il gruppo Hera raggiungerà un margine operativo lordo (indicatore della redditività di un’attività economica) complessivo di 1,76 miliardi di euro al 2029, in aumento di 60 milioni rispetto al precedente target di piano al 2028, con un utile netto di pertinenza degli azionisti di circa 520 milioni di euro, con una crescita media annua della componente strutturale pari al 6%. Il miglioramento delle performance consentirà di incrementare la politica di distribuzione dei dividendi, per arrivare a un dividendo di 19 centesimi di euro tra tre anni (+27% rispetto all’ultima cedola pagata nel 2025). Ai prezzi correnti del titolo a Piazza Affari, questa politica dei dividendi corrisponde un rendimento medio di circa il 4% e offre una piena visibilità sui dividendi prospettici in ciascun anno di piano. Il ritorno strutturale complessivo per l’azionista, che considera sia l’andamento atteso degli utili strutturali, che il rendimento dei dividendi, si conferma pertanto a un tasso medio annuo a doppia cifra, pari a circa il 10%.

Risorse per le acquisizioni

Il contributo da operazioni di m&a nel quinquennio è previsto pari a 100 milioni di euro, in linea con il track record quinquennale del gruppo, proseguendo così l’allargamento del perimetro aziendale. “Il nuovo piano industriale conferma il nostro impegno nel creare valore per tutti gli stakeholder”, rivendica il presidente esecutivo Cristian Fabbri. Il quale evidenzia “l’incremento di resilienza delle nostre infrastrutture”.

Cristian Fabbri e Orazio Iacono, rispettivamente presidente esecutivo amministratore delegato del gruppo Hera

Cristian Fabbri e Orazio Iacono, rispettivamente presidente esecutivo amministratore delegato del gruppo Hera 

Mol a un miliardo e mezzo

In contemporanea con le stime di medio periodo, la multiutility ha comunicato i dati preliminari dell’esercizio da poco chiuso. Il mol è superiore a 1,53 miliardi di euro, mentre l’utile netto per gli azionisti in crescita di circa il 4% a oltre 460 milioni di euro. Alla luce dei risultati raggiunti, la società ha rivisto al rialzo la politica del dividendo e prevede di proporre al consiglio di amministrazione la distribuzione di un dividendo di 16 centesimi di euro per azione, in aumento del 6,7% rispetto alla cedola pagata nei mesi scorsi e relativa ai risultati 2024. “Questa performance ha permesso di finanziare un aumento degli investimenti mantenendo un rapporto debito netto/mol inferiore a 2,6x”, evidenzia l’amministratore delegato Orazio Iacono. “Una flessibilità finanziaria che ci permette di supportare gli investimenti a favore della transizione green e dello sviluppo industriale”.


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