Bonifica in Calabria, Adiconsum: “Contributi dovuti solo se c’è un beneficio reale per gli agricoltori”
Adiconsum Calabria interviene sulla questione dei contributi per la bonifica evidenziando come siano “dovuti solo se c’è un beneficio reale per gli agricoltori”
LAMEZIA TERME – I contributi consortili possono essere richiesti agli agricoltori solo in presenza di un beneficio concreto, diretto e realmente goduto dai fondi. A ribadirlo è Adiconsum Calabria, che torna a sollecitare un intervento chiarificatore della Regione sul funzionamento del Consorzio Unico di Bonifica Calabria, chiamando in causa direttamente il presidente Roberto Occhiuto e l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo.
Il tema è stato al centro anche dell’ultima conferenza stampa del 2025 tenutasi alla Cittadella regionale, durante la quale il presidente Occhiuto, l’assessore Gallo e il commissario straordinario del Consorzio Unico di Bonifica, Giacomo Giovinazzo, hanno illustrato il bilancio dell’attività svolta e le prospettive future dell’ente nato dalla riforma che ha portato alla liquidazione dei precedenti undici consorzi.
In quella sede, il commissario Giovinazzo ha rivendicato il ruolo istituzionale del nuovo ente unico, mentre il presidente Occhiuto ha definito i vecchi consorzi dei veri e propri “baracconi”, lodando l’azione di razionalizzazione avviata. L’assessore Gallo ha invece sottolineato i progressi nei servizi a supporto dell’agricoltura, richiamando gli investimenti in corso, tra cui risorse Pnrr per circa 400 milioni di euro complessivi, e una maggiore attenzione alla manutenzione delle reti per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Una narrazione che, secondo Adiconsum Calabria, non trova riscontro uniforme sul territorio. «In vaste aree della regione – afferma il presidente Michele Gigliotti – non si registrano benefici reali e diretti per i proprietari terrieri e gli agricoltori. Molti canali non risultano adeguatamente manutenuti, l’acqua non raggiunge in modo efficiente i fondi e non si evidenziano miglioramenti tangibili né nella produttività agricola né nella tutela dei terreni».
Proprio su questo punto, Adiconsum Calabria, con il supporto dell’avvocato Antonino Cavallari del Foro di Vibo Valentia, segnala di aver ricevuto numerose segnalazioni relative ad avvisi di pagamento emessi dal Consorzio Unico per l’annualità 2025, fondati esclusivamente sul presupposto della cosiddetta “potenziale utilità” del servizio di bonifica per i fondi interessati.
Una prassi che, secondo l’associazione dei consumatori, risulta illegittima perché in contrasto con la sentenza della Corte costituzionale n. 188 del 19 ottobre 2018 e con un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza tributaria. Le decisioni dei giudici, infatti, chiariscono che il piano di classifica predisposto dall’ente consortile, pur generando una presunzione di vantaggiosità, non è di per sé sufficiente a legittimare l’imposizione del contributo. Spetta invece al Consorzio dimostrare che l’attività di bonifica abbia prodotto per il singolo fondo una “utilitas” concreta, traducibile in un vantaggio diretto e in un effettivo incremento di valore del bene.
Alla luce di queste criticità, Gigliotti e Cavallari rivolgono un nuovo appello al presidente Occhiuto e all’assessore Gallo, chiedendo chiarimenti su tre questioni ritenute centrali: le misure che la Regione intende adottare per verificare e garantire benefici reali e diffusi dell’attività consortile, soprattutto nelle aree interne e svantaggiate; le modalità con cui si intende assicurare il pieno rispetto della sentenza della Corte costituzionale n. 188/2018; e l’eventuale revisione dei piani di classifica, con una mappatura puntuale dei benefici fondo per fondo e provincia per provincia, per rendere l’imposizione tributaria equa e legittima su tutto il territorio regionale.
Adiconsum Calabria annuncia che continuerà a monitorare l’evoluzione della vicenda e sollecita risposte chiare e tempestive dalla Regione, affinché la riforma del Consorzio Unico si traduca in servizi effettivi e non in oneri ingiustificati per il comparto agricolo. «La nostra associazione – conclude Gigliotti – resta a completa disposizione per supporto, consulenze e azioni collettive a tutela dei diritti degli imprenditori agricoli calabresi».
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