«Manca la manutenzione, sicurezza non garantita»
ANCONA «Un’abnorme anomalia». E poi, ancora: «Una situazione fuori norma che ci vede lavorare da mesi senza il controllo delle norme di sicurezza per i pazienti». È urgente il senso di pericolo che si avverte nelle parole del professor Andrea Giovagnoni, direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, a Torrette.

La missiva
Le frasi in questione sono estrapolate da una email che il professore ha inviato lo scorso 5 dicembre ai colleghi del reparto e alla direzione dell’Aoum, avente per oggetto la manutenzione della costosissima Rm-Pet, una macchina per la risonanza magnetica e la tomografia a emissione di positroni da più di 5 milioni di euro e che in Italia hanno solo una manciata di ospedali. A sollevare pubblicamente il caso, ieri, è stato il consigliere regionale d’opposizione (Progetto Marche Vive) Michele Caporossi: «Da oltre un mese all’Ospedale regionale di Torrette non viene più utilizzata perché le manutenzioni all’apparecchiatura non si fanno più da maggio 2025 e sono saltate le manutenzioni in programma ad agosto e novembre» ha denunciato. Un gioiello rimasto in panchina per settimane.
La spiegazione
Le parole dell’ex Dg di Torrette, oggi a Palazzo Leopardi, trovano conferma nella email del professor Giovagnoni. Il primario scrive ai colleghi: «Nonostante le ripetute sollecitazioni, seguite da contestuali invio di penali, la ditta Althea, responsabile della manutenzione ordinaria, non ha provveduto, a far data dall’ultimo intervento del maggio 2025, ad ulteriori interventi, omettendo quelli programmati di agosto e novembre». Ad imporre lo stop della macchina, lo scorso 8 dicembre, è stato proprio Giovagoni. Che motiva anche la sua scelta con «il persistere di una situazione fuori norma, che ci vede lavorare da mesi senza conoscenza delle specifiche della macchina e senza controllo delle norme di sicurezza per i pazienti». Una frase che mette i brividi.
L’ipotesi
Per non parlare di quella che segue. «E senza – continua Giovagnoni – verifica dei sistemi di rilevazione dei valori di ossigeno che si rendono vitali per i presenti nel sito nel caso malaugurato di un quench improvviso». Per noi comuni mortali, una smagnetizzazione rapida e improvvisa del magnete della superconduttore della risonanza, causata da un surriscaldamento che fa perdere la superconduttività, trasformando l’elio liquido refrigerante in un enorme volume di gas. Che poi viene espulso e, se non viene controllato l’ossigeno, può anche provocare asfissia ai presenti in sala. Sul perché di questo difetto di manutenzione, il dg di Torrette Armando Gozzini dice: «Quella è una macchina che ci ha creato da subito problemi». Spiega: «Non arrivavano i pezzi dagli Stati Uniti». A costruire la Rm-Pet, infatti, è l’americana General Electric e la manutenzione, per forza di cose, va eseguita da tecnici indicati dalla ditta. Gozzini però assicura: «È rimasta ferma per un guasto ma è stato già programmato per il 26 febbraio l’intervento di manutenzione». E riguardo ai disagi ai pazienti, precisa: «Si tratta di una macchina a uso ricerca. Fa pochi esami specialistici. E verranno tutti recuperati».




