La Corte di Appello di Roma conferma la confisca totale al boss Gambacurta
Il campo sportivo “Don Pino Puglisi” di via Stefano Vais non tornerà mai nelle mani della criminalità. Con una decisione netta, la Corte d’Appello ha messo fine a ogni ipotesi di restituzione dell’impianto ai familiari del boss Gambacurta, condannato a 30 anni di carcere, seguendo il solco già tracciato dalla Cassazione nel dicembre 2024.
Per il quartiere di Montespaccato è molto più di una sentenza: è la chiusura definitiva di una ferita lunga anni e la conferma che lo sport, qui, resterà un bene comune.
La reazione delle istituzioni: “Una vittoria dello Stato unito”
La notizia è stata accolta con soddisfazione dalle istituzioni regionali e nazionali, che leggono la decisione come il risultato concreto di un percorso condiviso.
Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha parlato di un segnale forte per il territorio: «Restituire questo spazio alla collettività significa dare un futuro ai giovani, trasformando un luogo segnato dalla criminalità in un presidio di legalità. Montespaccato dimostra che quando lo Stato agisce in modo compatto, i risultati arrivano».
Sulla stessa linea il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha ribadito l’importanza del valore educativo delle strutture sportive: «Le infrastrutture sportive devono essere libere da ogni condizionamento criminale. Progetti come Talento & Tenacia e il lavoro dell’Asilo Savoia meritano pieno sostegno, che non verrà mai meno».

Da simbolo del degrado a cuore del quartiere
Oggi il “Don Pino Puglisi”, affidato all’ASP Asilo Savoia, è diventato un punto di riferimento stabile per il territorio. Non solo un campo da calcio, ma un presidio sociale quotidiano.
I numeri raccontano il cambiamento:
oltre 600 iscritti, tra bambini e adolescenti;
attività sportive e educative che coinvolgono famiglie e scuole;
un modello di inclusione pensato per offrire alternative concrete in un’area storicamente fragile.
La risposta della comunità non si è fermata neppure di fronte all’atto intimidatorio dell’agosto 2024. Anzi, proprio quell’episodio ha accelerato la firma del Patto di Quartiere, sottoscritto a novembre tra Governo, Regione Lazio e Roma Capitale.
Un percorso giudiziario che arriva al capolinea
La sentenza di ieri chiude definitivamente un lungo e complesso iter giudiziario. Già nel 2024 la Cassazione aveva annullato la restituzione parziale delle quote a Valerio Gambacurta, figlio del boss.
Ora, con il pronunciamento della Corte d’Appello, il patrimonio viene sottratto in modo irrevocabile alla famiglia criminale.
Il campo entra così a pieno titolo nel patrimonio pubblico e sociale, senza più ombre né contenziosi.
Una certezza per Montespaccato
Per Montespaccato non è solo una vittoria legale, ma una conquista identitaria. Il “Don Pino Puglisi” resta lì dove è stato riportato: nelle mani dei ragazzi, delle famiglie, della comunità.
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