Passa il blitz al Pe contro il Mercosur, l’accordo va alla Corte Ue
BRUXELLES – Il Parlamento europeo ha deciso oggi, mercoledì 21 gennaio, di chiedere alla Corte europea di Giustizia un parere giuridico sull’accordo di partenariato firmato sabato scorso con il Mercosur, l’organizzazione sudamericana. La decisione è giunta con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astenuti. Hanno partecipato alla votazione 669 deputati su 720. La mozione era stata firmata da circa 150 parlamentari della sinistra, dei verdi e dei liberali.
Il rinvio davanti alla magistratura comunitaria non impedisce l’applicazione provvisoria dell’intesa, così come è stata decisa all’inizio di questo mese dal Consiglio. Peraltro, non è la prima volta che ciò accade. In passato il governo belga chiede un parere alla Corte sul trattato economico con il Canada, noto con l’acronimo inglese CETA.
È da tenere conto il fatto che l’applicazione provvisoria scatterà soltanto quando uno dei quattro paesi del Mercosur avrà terminato il proprio iter di ratifica. L’accordo di partenariato con Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay deve servire a rilanciare i rapporti economici e l’influenza europea nel continente in un momento di crescenti tensioni internazionali. Mentre l’industria ha salutato le opportunità create dall’intesa, il mondo agricolo ha manifestato le sue preoccupazioni.
Al netto di possibili dubbi legali da parte di alcuni parlamentari, la richiesta di parere giuridico nasconde il tentativo di indebolire politicamente l’accordo, firmato dopo oltre 25 anni di acceso negoziato. Sullo stesso argomento e con lo stesso obiettivo si è votato a Strasburgo su una seconda mozione, firmata questa volta dai partiti di destra. Ha raccolto 225 sì, 402 no e 13 astensioni. In questo caso hanno partecipato al voto 640 deputati.
Manon Aubry, capogruppo di The Left, ha parlato di «grandissima vittoria» del suo gruppo politico. Ha commentato dal canto suo Saskia Bricmont, deputata verde: «Rinviando la questione alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il Parlamento europeo ribadisce il proprio impegno a favore dello Stato di diritto». Più in generale la decisione del Parlamento di richiedere un parere alla magistratura comunitaria posticipa il voto di ratifica dell’accordo inizialmente previsto tra febbraio e aprile.
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