Friuli Venezia Giulia

Venier ucciso da un complesso di cause

GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. La morte di Alessandro Venier, ucciso e fatto a pezzi dalla madre Lorena e dalla compagna Maylin Castro Monsalvo a Gemona, è dovuta non a un singolo atto, ma un complesso di cause. Tra queste il soffocamento con un cuscino, il mix di farmaci sciolti nella limonata e l’insulina iniettata prima del decesso per evitare le reazioni del giovane. Sul corpo non ci sono però segni evidenti dello strangolamento che, secondo il racconto della madre, sarebbe stato effettuato da Maylin con i lacci delle scarpe.

E’ quanto risulta dagli esami autoptico e tossicologico depositati ieri in Procura a Udine dal medico legale Francesca Sinopoli e dal dottor Riccardo Addobbati effettuati sul cadavere della vittima. Il deposito della consulenza è arrivato a quasi sei mesi dal 31 luglio scorso, giorno della morte del giovane gemonese.

Caute le difese delle due indagate. “Non abbiamo ancora ricevuto copia della consulenza da parte della Procura – dice l’avvocato Federica Tosel, difensore di Lorena – e ci riserviamo ogni osservazione in attesa del documento”.

“Abbiamo dato una prima scorsa alla consulenza – aggiunge il difensore di Lorena, l’avvocato Alice Bevilacqua –  e ci riserviamo ogni riflessione dopo aver accuratamente letto il contenuto con il nostro medico legale, Raffaele Barisani”.

Nei prossimi giorni, il pm Giorgio Milillo darà il proprio nulla osta per la sepoltura di Alessandro. Resta da capire se a occuparsi dei funerali sarà la madre, come prevede la legge, oppure il Comune di Gemona. “Probabilmente sarò io a farmene carico in veste di sindaco – commenta il primo cittadino Roberto Revelant -. Mi confronterò con gli avvocati per capire i termini e le modalità della sepoltura”, conclude.


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