Società

Sicurezza a scuola, l’ANPE commenta le misure su psicologi e metal detector: essenziale lavorare sulle competenze formative per “prevenire il disagio”

L’ANPE commenta le misure di sicurezza governative chiedendo di integrare i pedagogisti per una prevenzione educativa strutturale. L’associazione propone protocolli misti con gli psicologi per lavorare su regole e responsabilità, oltre la sola gestione dell’emergenza.

L’Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani (ANPE) ha diffuso un comunicato stampa per intervenire nel dibattito sulla sicurezza e il benessere negli istituti scolastici. Le recenti dichiarazioni dei ministri Giuseppe Valditara e Matteo Salvini hanno riacceso l’attenzione su baby gang e disagio giovanile, spingendo la presidente Maria Angela Grassi a chiarire la posizione della categoria. Secondo l’associazione, le soluzioni proposte rischiano di trascurare l’aspetto educativo e preventivo.

Il confronto nasce dalle proposte governative che puntano sul supporto psicologico e sui controlli agli ingressi. Il Ministro dell’Istruzione ha annunciato cinque sedute gratuite con psicologi scolastici. L’ANPE definisce questa iniziativa “lodevole per il benessere psicologico”, pur evidenziando che si tratta di interventi clinici limitati e su richiesta. Manca invece, secondo la nota, un piano per l’educazione quotidiana.

Anche l’idea del Ministro Salvini di introdurre metal detector nelle scuole problematiche viene analizzata dai pedagogisti. L’associazione ricorda come lo stesso vicepremier abbia ammesso che “serve prevenzione. Serve educazione, non bastano i controlli”. Partendo da queste parole, Maria Angela Grassi pone una domanda diretta alle istituzioni: “dove sono i pedagogisti per progettare percorsi formativi che infondano regole, doveri e limiti”?

L’ANPE sottolinea l’importanza di gestire la crisi giovanile con competenze specifiche. Maria Angela Grassi spiega nel dettaglio i compiti della sua figura professionale: “Il nostro ruolo è quello di progettare interventi scolastici integrati: laboratori su empatia e regole, orientamento formativo contro l’estremismo online, supporto ai docenti per gestire classi fragili”.

L’esclusione di questi esperti dalla scuola viene considerata un errore strategico. La prevenzione, secondo l’associazione, passa attraverso l’educazione attiva e la valorizzazione di “doveri e responsabilità come antidoti alla ‘coltivazione solo di diritti’”.

In chiusura, l’ANPE chiede di superare la visione attuale per abbracciare politiche inclusive che prevedano la collaborazione tra diverse figure professionali. L’associazione si dichiara pronta a cooperare con il Ministero dell’Istruzione e del Merito “per protocolli concreti”, proponendo un affiancamento tra pedagogisti e psicologi per una prevenzione quotidiana ed efficace.


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