Tlon: Dove sta andando l’umanità?
Il Cile è stato definito una «periferia bellissima», ed è una formula che potrebbe valere anche per gli europei, e ancora di più per noi italiani, perché descrive la sensazione di trovarsi lontani dal grande gioco globale e di faticare a far sentire la propria voce, ma allo stesso tempo la capacità di osservare le cose da un punto di vista privilegiato.
Nel 2021 il Cile è stato il primo Paese al mondo a inserire nella propria Costituzione i neurodiritti, finalizzati alla salvaguardia dell’integrità mentale dai rischi delle neurotecnologie e dell’AI; nel 2023 la Corte Suprema ha emesso la prima sentenza al mondo in materia di privacy neurale.
Anche l’Europa discute da anni di sovranità digitale e di regolamentazione dell’intelligenza artificiale, e il nostro AI Act è nato dalla convinzione che fosse necessario costruire un modello alternativo a quelli di Usa e Cina. Eppure rimane la sensazione persistente di arrivare sempre tardi, di essere spettatori critici ma non protagonisti.
Potremmo dire, con un po’ di retorica, che la bellezza della periferia sta nel fatto che da qui si colgono bene i limiti di chi corre affannandosi nel centro, ma essere periferia significa anche subire tecnologie progettate da altri, adottare standard decisi altrove e vedere i propri talenti migrare verso luoghi che offrono migliori risorse e possibilità.
La domanda, allora, è se quel pensiero critico di cui sentiamo il bisogno resterà un esercizio fine a sé stesso oppure se sarà capace di farsi azione. Perché se il futuro viene deciso solo da chi ha la forza economica e tecnologica per imporlo, la domanda su dove stia andando l’umanità avrà sempre già una risposta, e non sarà mai piacevole.
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