Rifiuti, Candia (Avs): “Bucci vuole solo il termovalorizzatore ma non servirà a ridurre la Tari”

Genova. “I genovesi pagano una Tari alta perché in Liguria mancano gli impianti di trattamento intermedio e perché la raccolta differenziata è bassa, ma la giunta Bucci pensa solo a realizzare l’inceneritore. Anzi, delega questo incarico ai privati, rinunciando a qualsiasi indicazione chiara su un tema fondamentale per il nostro territorio”. Lo dichiara Selena Candia, capogruppo di Avs in consiglio regionale, denunciando “l’assenza di programmazione regionale sul ciclo dei rifiuti“, su cui ha presentato un’interrogazione discussa oggi in Regione.
“Nel febbraio scorso, la giunta aveva stabilito le linee guida per l’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti. Appena dieci mesi dopo, Bucci ha ridotto la taglia minima dell’impianto, riducendola di 100mila tonnellate rispetto al previsto. Cosa è cambiato in meno di un anno? Per quale motivo si è decisa una modifica così importante, senza che sia cambiata la quantità di rifiuti raccolti in Liguria?”, si chiede Candia.
L’assessore Giacomo Giampedrone ha risposto che l’impianto è previsto dal piano votato dal Consiglio e che la giunta ha dato un orientamento. L’assessore ha precisato che si tratta di una manifestazione di interesse e non di un bando di gara ed è la diretta conseguenza del piano approvato, che prevede la realizzazione di un termovalorizzatore per chiudere il ciclo dei rifiuti. Giampedrone ha specificato che seguiranno un progetto e poi il confronto sul territorio.
“Se si facesse una raccolta differenziata adeguata, raggiungendo le altre regioni del Nord Italia, non ci sarebbe bisogno di un inceneritore – prosegue Candia -. Il Veneto supera il 77% di raccolta differenziata, mentre la Liguria si ferma al 60%. Basterebbe colmare questo divario e realizzare gli impianti di pre-trattamento per rendere inutile un inceneritore, per cui saranno necessari almeno sette anni prima che entri in funzione. Gli impianti intermedi, fondamentali per ridurre la quota da smaltire, si possono realizzare in 18 mesi, andando a colmare una grave mancanza per la Liguria, che si riduce in alti costi di trasporto verso altre regioni e in un aumento della Tari per i nostri concittadini. Non sarà sicuramente l’inceneritore a ridurre la Tari per i liguri“.
La riduzione della taglia minima dell’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti apre le porte all’ipotesi Scarpino, su cui Avs ribadisce contrarietà nonostante il possibilismo della sindaca Silvia Salis. A Genova si attende l’esito dello studio commissionato da Amiu per valutare i diversi scenari con o senza termovalorizzatore e impianti intermedi, prendendo in esame soprattutto le ricadute sulle Tari.




