Finalmente Edoardo Bove. A 415 giorni dall’intervento al cuore, il centrocampista torna a giocare: ecco dove e come può farlo
Destinazione Londra. Edoardo Bove mette nero su bianco un autografo dal valore inestimabile, quello che sigla il contratto con il Watford, società calcistica inglese della famiglia Pozzo, che detiene anche l’Udinese, e torna in campo dopo il malore durante la partita Fiorentina-Inter del 1 dicembre 2024. Le visite mediche hanno dato esito positivo, il ragazzo sta bene e può tornare a fare ciò che ama di più.
Ma l’iter è stato lungo e difficile. Il terrore, la disperazione, l’attesa, l’operazione, il recupero e adesso, finalmente, il campo. Sei capitoli di una storia a lieto fine che poteva invece chiudersi in modo drammatico.
«Se avrò paura, se non sarò tranquillo, mi ritirerò», aveva detto. Invece eccolo, con la solita grinta e la volontà di giocare a calcio adesso più che mai. E per lui si prepara un nuovo esordio, lontano dall’Italia dove, con le normative attuali, non può scendere in campo a causa del defibrillatore sottocutaneo che gli è stato impiantato.
Tra tante offerte, Edo ha scelto il Watford, un club londinese che milita in Championship, torneo equivalente alla nostra Serie B. Chi pensa che la decisione di scendere di categoria sia arrivata per tornare a giocare senza troppe pressioni si sbaglia di grosso. La Championship è forse anche più dura della patinata Premier League, è il calcio inglese di una volta, quello dove «palla lunga e pedalare» è ancora un must.
Edoardo Bove ha firmato un contratto per sei mesi, con il patto che in estate le parti si incontreranno di nuovo intorno a un tavolo e se le cose saranno andate bene come tutti ci auguriamo, chiuderanno un altro accordo, questa volta per cinque stagioni.
Per giocare, comunque, Edoardo dovrà firmare una dichiarazione con la quale si assume i rischi di scendere in campo. Prima di lui lo ha fatto Christian Eriksen, che ebbe un infarto sul terreno di gioco durante la partita Danimarca-Finlandia a Euro 2020 e fu costretto a lasciare l’Inter per trasferirsi in Inghilterra dove accettò l’offerta del Manchester United. «Ho sentito Christian diverse volte e mi ha dato molti consigli», dice Edoardo.
Il 17 novembre 2025, la presentazione in Senato di una legge che porta il suo nome e che, dopo l’approvazione, renderà obbligatoria la formazione al primo soccorso nelle società sportive ed in altri ambienti lavorativi. Edoardo Bove sta per tornare, e noi gli auguriamo un grandissimo in bocca al lupo.
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