«Orgogliosi e giochiamo per vincere»

ANCONA L’attesa è durata fino al primo pomeriggio di ieri. La nota del Ministero della Cultura si è fatta desiderare, ma alla fine è arrivata ed è stata foriera di buone notizie. C’è anche Ancona tra le 10 città finaliste nella corsa per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028.
La sfida
Il dossier della città dorica, chiamato “Ancona. Questo e adesso”, ha trovato il favore della giuria guidata dal giornalista Davide Maria Desario, che l’ha inserito nella shortlist meritevole di proseguire la selezione, potendo dunque ambire al prezioso riconoscimento che verrà assegnato il prossimo 27 marzo. In palio, oltre al prestigio, anche un finanziamento da un milione di euro per trasformare la proposta progettuale in realtà. Assieme al capoluogo, restano in gara anche Anangni, Catania, Colle di Val D’Elsa (Siena), Forlì, Gravina in Puglia (Bari), Massa, Mirabella Eclano (Avellino), Sarzana (La Spezia) e Tarquinia (Viterbo). Fuori dai giochi, invece, le altre 13 candidate. Ora l’iter prevede una audizione pubblica a Roma, nella sede del Ministero, dove le città finaliste saranno chiamate a presentare il loro dossier alla giuria. Il turno di Ancona sarà il 26 febbraio, seconda subito dopo Anagni. «Tiriamo un primo sospiro di sollievo. Eravamo molto convinti della nostra candidatura ma tutt’altra cosa è vedere il nome di Ancona tra le finaliste. Ci giochiamo la finale» commenta il sindaco Daniele Silvetti. Che aggiunge: «Da qui ad un mese dovremo essere ascoltati a Roma, ci puntiamo e siamo più che convinti. Giochiamo per vincere» assicura. E «siamo sulla strada giusta». Questo, insomma, è lo sprint finale. Ma guai a pensare che sia una strada in discesa. «C’è molta competizione, sana ma qualificata» rileva il primo cittadino. «Sarà dura. Tarquinia ha puntato molto sull’elemento identitario degli Etruschi. Forlì e Cesena sono due città molto diverse ma che si sono unite per un progetto molto articolato. Non sarà una passeggiata» avverte l’assessora alla Cultura Marta Paraventi. Ma «siamo forti di un dossier organico» osserva, costruito in sinergia con diversi attori della città e della regione, dall’Univpm all’Anci Marche. «Abbiamo una Regione che ci sostiene» si rincuora Silvetti. «È una grande responsabilità» aggiunge Paraventi.
I commenti
«Un orgoglio per tutta la Regione Marche» ha definito questo traguardo il governatore Francesco Acquaroli, promettendo che «dopo l’esperienza di Pesaro, continueremo a sostenere con convinzione questo percorso». «Ancona è l’unica città marchigiana che concorre per questo titolo e rappresenta l’intero territorio. Un’eventuale aggiudicazione avrebbe ricadute positive per tutti i Comuni» si inserisce Marco Fioravanti, presidente di Anci Marche e sindaco di Ascoli Piceno. Soddisfatto anche il rettore Univpm Enrico Quagliarini: «Nel cuore del dossier ci sono i giovani e gli studenti» ha osservato.




