In 24 ore 22mila euro: gara di solidarietà per mamma e figlia senza più casa, marito e papà

Prima la morte di suo marito Giorgio, poi l’incendio che ha distrutto la casa dove Nadia Paire viveva con la figlia diciassettenne Angelica: «Non hanno più nulla e abbiamo pensato di dar loro una mano con una raccolta fondi» racconta la sorella, Sara. E il risultato ha superato anche le previsioni più rosee: “Aiutiamo Nadia e Angelica”, l’appello lanciato sulla piattaforma specializzata GoFundMe, ha raccolto ben oltre 20mila euro nel giro di 24 ore.
È una storia di sfortuna e di ritrovata speranza quella di mamma e figlia di Ceres, meno di mille anime in valle di Lanzo. Loro vivevano a Procaria, una frazione del paese del Torinese, insieme a Giorgio, papà e marito mancato a settembre dopo una lunga malattia. E domenica pomeriggio si è aggiunto l’incendio che, partendo dalla canna fumaria, ha avvolto tutto il tetto e il piano superiore della villetta.
«Per fortuna non si sono fatte niente, anche perché Nadia ha scelto di non dormire nella camera da letto da quando non c’è più Giorgio – ripercorre commossa la mamma, Luciana – Anche il loro gattino è riuscito a salvarsi, così come i quattro cani di razza American Staffordshire che stavano in un recinto all’esterno. Però sopra è andato tutto distrutto, le mie “bambine” hanno perso tutti i vestiti e gli album delle foto del matrimonio e del battesimo: non hanno più neanche i ricordi».
Ora Nadia e la figlia si sono trasferite a casa della sorella, Sara: «Ma io non potevo offrire loro molto di più, anch’io sono sola con due bambini. Per questo abbiamo messo da parte il pudore e abbiamo pensato all’iniziativa della raccolta fondi». E la risposta, a partire dagli abitanti di Ceres, è stata rapida e inaspettata: al momento si sono superate le 330 donazioni, con un totale di quasi 22mila euro raccolti.
Il prossimo obiettivo è a quota 30mila: «In paese siamo molto conosciuti perché mio papà era il panettiere. Per fortuna tanti ci vogliono bene, anche tra le famiglie dei compagni di classe dei figli. Ringraziamo tutti perché mia sorella e mia nipote hanno bisogno dell’aiuto di tutti noi per rialzarsi e ritornare a vivere».
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