Referendum giustizia, FI lancia in Umbria la campagna per il Sì: «Riforma identitaria»
«Per noi è una riforma identitaria. Crediamo in giustizia giusta, in una magistratura indipendente e in un giudice terzo che è distinto e distante sia rispetto all’accusa che alla difesa». Così la segretaria provinciale di Forza Italia Perugia, Fiammetta Modena, presentando lunedì l’apertura della campagna referendaria per il Sì alla riforma della giustizia. In apertura è stato osservato un momento di ricordo per Lamberto Marcantoni e Franco Possati, scomparsi nelle settimane scorse, salutati da un lungo applauso della platea.
La campagna L’incontro, che si è tenuto nella sala Partecipazione del consiglio regionale, è stato organizzato e moderato da Fiammetta Modena, che ha ribadito il valore centrale della riforma per Forza Italia, definendola un passaggio atteso da anni. Nel corso dell’appuntamento sono stati presentati i responsabili provinciali della campagna referendaria per la provincia di Perugia: Simone Pasqualoni, responsabile giustizia, e Filippo Ugolini, responsabile organizzazione. I due hanno illustrato i contenuti principali della riforma, soffermandosi sull’obiettivo di rafforzare il ruolo del giudice come figura realmente imparziale e sulla piena applicazione dei principi costituzionali legati al giusto processo.
Romizi e Nevi A seguire sono intervenuti parlamentari e dirigenti regionali del partito. Il segretario regionale di Forza Italia, Andrea Romizi, ha spiegato che la campagna per il Sì nasce con l’intenzione di coinvolgere anche soggetti e realtà diverse per storia e collocazione politica, ma accomunate dalla convinzione che la riforma vada nella direzione giusta. «Non è – ha assicurato – una battaglia di un partito contro un altro, oppure contro la magistratura», chiarendo poi che l’obiettivo è «informare correttamente i cittadini» e mettere al centro i contenuti della riforma. Il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, ha sottolineato la necessità di chiarire i punti principali della riforma per contrastare, a suo giudizio, informazioni fuorvianti diffuse dal fronte del No. Nevi ha parlato di una riforma condivisa anche oltre gli schieramenti tradizionali e ha rivolto un appello alla partecipazione al voto per migliorare il funzionamento della giustizia.
Polidori e Pannacci Nel suo intervento, la deputata Catia Polidori ha ribadito che l’indipendenza della magistratura non è in discussione, ponendo però una domanda sul livello di fiducia dei cittadini nei tribunali. «Un cittadino oggi si sente sicuro di trovare un giudice terzo quando entra in un’aula di tribunale? La risposta è no», ha detto, ricordando i casi di errori giudiziari che hanno portato lo Stato a risarcire persone coinvolte in processi ingiusti. A chiudere l’incontro è stato l’intervento del segretario regionale di Forza Italia Giovani Umbria, Edoardo Pannacci, che ha richiamato il contesto storico dell’attuale assetto delle carriere dei magistrati. Pannacci ha affermato come l’unicità della carriera fosse legata a un modello di processo di tipo inquisitorio e ha sostenuto che la riforma rappresenta un superamento di quel retaggio, avvicinando l’Italia ai sistemi adottati nelle principali democrazie liberali europee.
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