Contadini contro il Mercosur, Barbacovi: più controlli e no a importazioni sleali – CRONACA
“Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori”.
È una delle richieste avanzate da Coldiretti Trentino Alto Adige, la cui delegazione ha preso parte a Strasburgo alla manifestazione di protesta che ha condotto un corteo di contadini fino al Parlamento europeo. Si tratta, informa una nota, delle “stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa” che “devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare qui.
E servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere”. Della delegazione regionale di Coldiretti fanno parte il presidente Gianluca Barbacovi e il direttore Enzo Bottos, che si sono uniti al presidente nazionale Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea. In un comunicato parlano di una “deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente”.
Coldiretti Trentino Alto Adige chiede anche “trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione” perché “il negoziato sul Mercosur è l’emblema delle follie della Commissione”, ossia un accordo “costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo”.
“Siamo qui per denunciare la necessità che, partendo proprio dal Mercosur, tutti i prodotti che importiamo in Europa e soprattutto in Italia siano pienamente tracciabili – conclude Barbacovi – Abbiamo fotografato nel porto di Rotterdam quella che possiamo definire la porta degli inferi: le cose più schifose che arrivano in Italia”.
Duro anche il presidente di Confagricoltura e del Copa Massimiliano Giansanti, che prende parte alle manifestazioni degli agricoltori in corso a Strasburgo, di fronte agli edifici del Parlamento europeo: “Siamo a Strasburgo per continuare la nostra mobilitazione iniziata a Bruxelles il 18 dicembre. Vogliamo le istituzioni europee più vicine agli agricoltori che garantiscono la sicurezza alimentare e cibo sicuro. Diciamo ‘no’ agli accordi commerciali sbagliati come il Mercosur e chiediamo maggiori risorse per un settore fondamentale.
Diamo da mangiare agli europei tutti i giorni, vogliamo continuare a farlo ma non possiamo farlo se non abbiamo quegli strumenti necessari per poter garantire un giusto reddito agli agricoltori”, ha puntualizzato. Questo “il motivo per cui chiediamo una politica agricola comune più vicina agli interessi delle aree rurali, una politica agricola che dia giusti strumenti per rendere l’agricoltura sempre più competitiva. Noi vogliamo garantire la sicurezza alimentare e la democrazia del cibo”, ha concluso.





