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Israele blocca l’accesso a Gaza del governo tecnico palestinese

Israele si rifiuta di autorizzare l’ingresso nella Striscia di Gaza del governo tecnico palestinese incaricato di amministrare l’enclave nell’ambito del piano di pace del presidente americano Donald Trump. Lo hanno riferito fonti palestinesi ad Haaretz, precisando che il governo sarebbe dovuto entrare a Gaza questa settimana attraverso il valico di Rafah, per avviare i lavori entro la fine della settimana.

Di fronte al rifiuto di Israele, i membri del comitato stanno continuando a riunirsi al Cairo mentre i rappresentanti dei paesi mediatori, in particolare l’Egitto, stanno collaborando con gli Stati Uniti per approvare il loro ingresso entro la fine del mese.

Intanto squadre israeliane hanno iniziato a demolire con i bulldozer la sede dell’Unrwa a Gerusalemme Est, mentre il governo inasprisce le restrizioni nei confronti delle organizzazioni umanitarie che forniscono aiuti ai palestinesi. L’Unrwa, l’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, ha dichiarato su X che le forze israeliane hanno confiscato i dispositivi del personale e li hanno costretti ad abbandonare la loro sede nel quartiere di Sheikh Jarrah. «Si tratta di un attacco senza precedenti non solo contro l’Unrwa e i suoi locali. Costituisce una grave violazione del diritto internazionale e dei privilegi e delle immunità delle Nazioni Unite», ha affermato.

Israele ha a lungo denunciato l’Unrwa per quelle che definisce tendenze filo-palestinesi e ha accusato il gruppo di avere legami con Hamas, cosa che l’agenzia delle Nazioni Unite ha sempre fermamente negato. Il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che la demolizione è in applicazione di una nuova legge che vieta l’organizzazione, accusandola di legami con gruppi militanti e Hamas. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha dichiarato in un comunicato di aver accompagnato le squadre al quartier generale e ha definito la giornata «storica».

Medio Oriente, bulldozer Israele iniziano a demolire sede Unrwa a Gerusalemme Est

Resta sempre aperta la questione del Board of Peace for Gaza, l’organizzazione che Donald Trump intende creare per gestire la pace nella Striscia (e con ambizioni forse di carattere più vasto). Il presidente degli Stati Uniti ha invitato 50 paesi a farne parte (più l’Unione Europea), puntando a siglare l’accordo costitutivo nella giornata di giovedi ma fino ad ora pochi paesi hanno confermato la loro adesione mentre Inghilterra e Francia hanno indicato di voler rifiutare l’invito. La lista dei paesi invitati, visionata da Bloomberg, include: Albania, Argentina, Australia, Austria, Bahrein, Bielorussia, Brasile, Canada, Cina, Cipro, Egitto, Commissione europea, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, India, Indonesia, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Giordania, Kazakistan, Marocco, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Oman, Pakistan, Paraguay, Polonia, Portogallo, Qatar, Romania, Russia, Arabia Saudita, Singapore, Slovenia, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Svizzera, Thailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Ucraina, Uzbekistan, Vietnam. Londra e Parigi hanno già comunicato che non saranno della partita.




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