Aiuto ai bambini in guerra: nuovo protocollo
Sono stati presentati e siglati quest’oggi i Protocolli d’intesa tra la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, Sos Il Telefono Azzurro Ets e Fondazione Child Ets.
Il patto biennale, firmato dal presidente di Telefono Azzurro e Fondazione Child, Ernesto Caffo, e dal presidente delle Misericordie d’Italia, l’aretino Domenico Giani, nasce da un percorso condiviso e dall’esperienza maturata sul territorio nazionale e nei contesti internazionali segnati dalla guerra, in particolare in Ucraina e in Terra Santa, dove il disagio psicologico di bambini e adolescenti richiede risposte sempre più coordinate, competenti e tempestive.
Nel corso dell’incontro si sono collegati dai territori di crisi Mariana Romaniak per Fondazione Ridni, Padre Ivan Stefanuk dalla Misericordia di Ivano-Frankivs’k e Christian Alvarez per Fondazione Child, offrendo testimonianze dirette che hanno dato voce alle ferite invisibili della guerra e al bisogno urgente di reti di protezione solide e continuative.
“La firma di questi Protocolli rappresenta per le Misericordie d’Italia un passo importante nella costruzione di una rete sempre più solida a tutela dei bambini e degli adolescenti che vivono situazioni di fragilità, emergenza e conflitto. La nostra storia ci insegna a stare accanto a chi soffre, soprattutto nei momenti in cui la vita diventa più dura e incerta” ha dichiarato Domenico Giani. “Unire la capillarità e la forza del volontariato delle Misericordie con le competenze specifiche di Telefono Azzurro e di Fondazione Child significa mettere al centro i diritti dei più piccoli, offrendo risposte concrete, tempestive e coordinate. È un impegno che nasce dal presente, ma guarda al futuro, con la convinzione che prendersi cura dei bambini significhi prendersi cura dell’umanità intera”.

“Unire le competenze di Telefono Azzurro e Fondazione Child alla presenza sul territorio della Confederazione delle Misericordie significa costruire reti di protezione solide, qualificate e tempestive capaci di rispondere con efficacia ai bisogni dei bambini, adolescenti e delle loro famiglie nelle situazioni di conflitto” ha dichiarato Ernesto Caffo. “Ogni azione messa in atto ha sempre come priorità la centralità del bambino perché nelle situazioni di guerra sono proprio i più piccoli i primi a vedere annullati i propri diritti fondamentali”.
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