Assalto ai bancomat in Calabria, il 25enne barese abbandonato dai complici in fuga
Vestito di nero, sporco di erba e di fango, senza documenti, né cellulare: Josef Nicoletto, 25 anni, di Modugno, cittadina della provincia di Bari, è stato rintracciato a Rogliano, alle 4,30 del mattino di sabato, nel bar della stazione di servizio dell’A2 (direzione Nord). Con il cappuccio della felpa calato sul viso aveva chiesto, pochi minuti prima, ai baristi di poter fare delle telefonate.
«Ho avuto un incidente, ho perso il cellulare e non so come avvisare i familiari»: richiesta accordata. Il giovane non immaginava di ritrovarsi davanti, poco dopo, i carabinieri di una delle pattuglie sguinzagliate dal colonnello Andrea Mommo alla ricerca dei componenti della “batteria” che, appena un’ora prima, aveva assaltato e depredato di 86.000 euro un bancomat a Santo Stefano di Rogliano. All’ingresso dei militari, Nicoletto ha mostrato nervosismo e gli è costato caro. Insospettitisi, gli uomini in divisa gli hanno chiesto i documenti d’identità e lui ha risposto di averli perduti a causa di un fantomatico sinistro stradale. E allora lo hanno invitato a declinare la propria identità e l’ha fatto: sostituendo, però, la vocale finale del cognome con un’altra vocale: la “a”. Pensava, forse, di confondere le acque. O, forse, era confuso. I carabinieri hanno operato delle immediate verifiche ed è emerso che con quel nome e cognome esisteva in banca dati solo un certo Josef Nicoletto, con la “o”. Ed era un barese incappato in verifiche legate a reati contro il patrimonio. Meglio portarlo in caserma.
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