Salute

Infermieri, arrivano tre nuove lauree e anche la possibilità di scrivere le ricette

La Sanità italiana si appresta a dare il benvenuto a tre nuove figure di infermiere specializzato molte attese: ci tratta dell’infermiere di famiglia e comunità esperto nelle cure primarie da impiegare nelle Case e Ospedali di comunità finanziate dal Pnrr per curare soprattutto i malati cronici e fare prevenzione sul territorio o nelle cure domiciliari che bussano alla porta dei pazienti, spazio anche all’infermiere specialistico nelle cure intensive e nell’emergenza da impiegare dove ci sono i pazienti più critici come i blocchi operatori, le terapie intensive o i pronto soccorso e infine l’infermiere esperto nelle cure neonatali e pediatriche che potrà lavorare nei reparti o ambulatori sul territorio specializzati fino agli ospedali pediatrici. A formarli ci penseranno tre nuove lauree magistrali di zecca che finalmente dopo una lunga fase di elaborazione vedono la luce: il ministero dell’Università e della Ricerca ha infatti trasmesso il 31 dicembre scorso al Parlamento per i pareri di rito lo “schema di decreto ministeriale recante modifiche al decreto ministeriale 8 gennaio 2009, concernente determinazione delle classi delle lauree magistrali delle professioni sanitarie” che appunto introduce per gli infermieri con in tasca già una laurea triennale i nuovi percorsi specialistici biennali che si affiancano alla laurea magistrale in scienze infermieristiche già esistente e che oggi forma soprattutto figure manageriali e apicali.

Le tre nuove lauree in area clinica che potrebbero partire già nel prossimo anno accademico o più presumibilmente dal 2027/2028 aprono anche uno spiraglio importante nello sviluppo di questa professione che soffre di una grave crisi di attrattività in Italia (e non solo) dove ne mancano almeno 60mila : tra le competenze individuate dai tre nuovi percorsi di studio si apre infatti alla possibilità per gli infermieri laureati con la magistrale di poter scrivere le prime ricette, oggi appannaggio solo dei medici. Si tratterebbe ovviamente di prescrizioni infermieristiche di presidi, ausili e tecnologie legate all’assistenza degli infermieri, si pensi ai dispositivi per l’incontinenza, ai materiali per le medicazioni o presidi per le stomie a cominciare da sacche e cateteri. Una novità questa di cui si parla da tempo e che ha fatto già storcere il naso ai medici in passato e che comunque dovrà essere messa nero su bianco anche su di una norma che potrebbe entrare nella delega di riforma delle professioni sanitarie appena sbarcata in Parlamento. L’obiettivo di fondo di queste nuove lauree è quello di far tornare attrattiva questa professione e convincere i giovani a scegliere di più questo percorso di formazione come ha detto più volte lo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci visto che per esempio quest’anno per la prima volta ci sono stati meno candidati alla laurea triennale in infermieristica dei posti a disposizione. “Siamo intervenuti nella Legge di bilancio aumentando l’indennità di specificità per gli infermieri. La carenza è un problema complesso, gli infermieri non mancano solo in Italia ma in Europa e anche in Usa e in Giappone. credo che sia importante rendere di nuova attrattiva la professione”, ha sottolineato Schillaci. Un concetto ribadito proprio nell’incipit della relazione illustrativa al decreto del Mur inviato in Parlamento: “L’attuale scenario italiano in materia di assistenza sanitaria è caratterizzato dalla compresenza di due principali criticità: da un lato, la carenza di personale, in particolare infermieristico; dall’altro, la limitata attrattività di alcune professioni sanitarie. Al fine di fronteggiare tali sfide e rispondere adeguatamente alla domanda sanitaria del Paese, si ritiene opportuno – avverte la relazione – effettuare una revisione delle classi di laurea magistrale delle professioni sanitarie con specifico riguardo al percorso formativo per l’accesso alle professioni infermieristiche, in funzione dei nuovi saperi”.

I nuovi laureati magistrali potranno frequentare master di secondo livello e dottorati di ricerca. Durante il percorso di formazione “specifiche competenze specialistiche dovranno essere acquisite con modalità didattiche interattive e laboratori sperimentali, con strumenti digitali e di simulazione clinica in skill lab con manichini o altri strumenti di simulazione avanzata” da affiancare anche a tirocini previsti per tutti i corsi da svolgere negli ospedali e nei servizi sociosanitari, residenziali, domiciliari e comunitari. Come detto tra le liste delle nuove competenze dei laureati ci sarà anche la possibilità di “valutare e indicare trattamenti assistenziali, presidi sanitari, ausili, tecnologie specifiche o altro necessari a garantire continuità e sicurezza delle cure”. Un passo verso la ricetta infermieristica fondamentale per dare un ruolo di maggior peso a questa figura cruciale che tiene in piedi ospedali e cure sul territorio: perché la questione infermieristica non è solo e unicamente una questione di soldi in più da mettere in tasca agli infermieri del domani.


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