Medici fino a 72 anni in Alto Adige? Freno ai giovani – Bolzano
BOLZANO. Medici in corsia fino a 72 anni? Si può fare. Rispunta la regola tappabuchi e salva ospedali. Si va verso la proroga di una norma già prevista nel decreto milleproroghe dello scorso anno ma con scadenza a fine 2025, che non è entrata nel testo del milleproroghe di quest’anno ma che verrà ripristinata nell’ambito dell’esame parlamentare. La spinta in questo senso è da parte di tutti i partiti della maggioranza. Edoardo Bonsante, cardiologo al San Maurizio, segretario provinciale Anaao, dice che il sindacato degli ospedalieri «non è pregiudizialmente contrario alla norma, a patto che sia su base volontaria e che questi colleghi non conservino il ruolo apicale, che restino come tutor senza incidere sul rinnovo delle piante organiche e sulle carriere».
Ivano Simioni, psichiatra, segretrio del sindacato degli ospedalieri del Bsk, parla di una proroga che non fa bene al sistema: «Se da una parte, è vero, ci sono colleghi che non vogliono andarsene, dall’altra dobbiamo pensare di far spazio ai giovani. Incentivarli, motivarli, offrire occasioni di carriera. E non puntare a medici in corsia fino a 72 anni».
S. Maurizio: via 88 medici La carenza di personale è pesante in tutto l’Alto Adige, nei prossimi anni tantissimi i medici che andranno via, basti pensare alla valanga dei baby boomers in attesa di liberare le corsie. Nei prossimi tre anni solo l’ospedale di Bolzano perderà 83 medici che se ne andranno in pensione per raggiunti limiti di età. «Un numero troppo alto, sono molto preoccupato». L’ha detto Franz Ploner, ex primario e consigliere provinciale del Team K sulla base della risposta ad una sua interrogazione fornita dall’assessore provinciale alla sanità, Hubert Messner. «In tutta Europa manca personale sanitario. Mancano medici ed infermieri. Mi chiedo – chiude Ploner – come farà l’Asl a rimpiazzare 83 medici solo a Bolzano. Non ne ho idea». La coperta è dunque corta anche a Bolzano che lavora per ottimizzare il lavoro di reparti e servizi. Tante la branche coinvolte dal parziale riassetto dell’ospedale alle prese con una cronica carenza di personale.
Sindacati: così stop ai giovani La sanità è senza medici e per non affondare ulteriormente punta a tenere in corsia specialisti fino a 72 anni. Ma il grosso rischio – per Anaao e Bsk – è di veder scappare i giovani.«Il nostro principale timore – riprende Edoardo Bonsante che replica il pensiero del segretario nazionale Anaao, Pierino Di Silverio, – è che trattenendo in servizio i colleghi più anziani si blocchino le carriere di tutti gli altri che hanno il sacrosanto diritto di veder riconosciute competenze e professionalità, ambizione che in questo modo viene negata. Io ho 58 anni, dice Bonsante, e non penso affatto di restare fino a 72. In questo sistema l’anzianita è mal vista – differenza sostanziale rispetto al 1994, anno in cui sono approdato al San Maurizio – e l’esperienza professionale maturata sul campo non viene riconosciuta come valore aggiunto. A 50 anni si viene etichettati spesso come “troppo vecchi per imparare” . Visto lo scenario direi che conviene andare via appena se ne ha la possibilità». Ivano Simioni (Bsk), ha 59 anni. «Sono psichiatra a Brunico, appassionato da sempre del mio lavoro ma il ritmo si è fatto pesante tra turni di guardia, reperibilità e nuovi software che vanno a singhiozzo. Se mi chiamano la notte fatico a recuperare. Penso che tra 8 anni me ne andrò sicuramente e se possibile anche prima. Chissà magari mi dimetto e faccio qualcosa nel privato». Per Simioni gli scenari sono diversi. «Io non posso pensare di lavorare fino a 72 anni, altri colleghi vanno appena possono cumulando e riscattando il possibile, magari per tornare in corsia con un contratto d’opera a poche ore la settimana. Altri ancora temono il vuoto della pensione. Non siamo tutti uguali. Ma dobbiamo pensare ai giovani. Lo Stato dovrebbe incoraggiarli, motivarli, incentivarli alla professione, pagarli meglio, offrire occasioni e non bloccarne sogni e aspettative di carriera imponendo “baroni” che non hanno alcuna intenzione di fare loro spazio. Occorre incentivare il turn over, non stopparlo. Perchè un sistema bloccato diventa claustrofobico. E viene una gran voglia di scappare».




