un anno di lavoro del NAS a Venezia e nel Veneto
La sicurezza alimentare resta una priorità centrale per la tutela della salute pubblica. Nel corso del 2025 il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) dei Carabinieri di Treviso ha intensificato l’attività di controllo lungo l’intera filiera alimentare, dalla produzione alla distribuzione, fino alla somministrazione di cibi e bevande. I risultati dell’attività ispettiva delineano un quadro di interventi capillari e numeri significativi, con sanzioni per oltre 735 mila euro e il sequestro di circa 1.480 quintali di alimenti giudicati non idonei al consumo.
L’azione dei militari si è concentrata su migliaia di verifiche effettuate in esercizi commerciali, attività di ristorazione, laboratori di produzione, rivendite al dettaglio e ingrosso, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle normative igienico-sanitarie e prevenire rischi per i consumatori. Particolare attenzione è stata rivolta alle gravi carenze igieniche, alla mancata applicazione dei protocolli HACCP, all’esposizione e alla vendita di prodotti scaduti, nonché alla detenzione di alimenti privi di tracciabilità o conservati in condizioni non adeguate.
Il bilancio dei sequestri risulta particolarmente rilevante. Oltre 148 mila chilogrammi di prodotti alimentari sono stati sottratti al consumo perché non conformi alle normative vigenti o ritenuti potenzialmente pericolosi per la salute. Tra gli alimenti sequestrati figurano carni, prodotti ittici, lattiero-caseari, dolciari e prodotti da forno, spesso conservati a temperature non idonee o privi delle indicazioni obbligatorie relative a provenienza, data di scadenza o apertura delle confezioni. In molti casi, l’assenza di tracciabilità ha reso necessario l’immediato ritiro dei prodotti dal mercato.
Nei casi più critici, a fronte di gravi difformità strutturali o igienico-sanitarie, il N.A.S. ha avanzato proposte di sospensione o chiusura immediata delle attività. Complessivamente, nel corso del 2025, sono state interessate 40 attività commerciali e di somministrazione, operanti sia nel commercio al dettaglio sia all’ingrosso. Le chiusure e sospensioni sono state disposte fino al ripristino delle condizioni di sicurezza previste dalla legge, con l’obbligo di adeguamento alle prescrizioni impartite dagli organi di controllo.
L’attività ispettiva ha avuto anche risvolti penali. Quindici persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per reati che spaziano dalla frode in commercio alla somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione, fino a violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Parallelamente, sul piano amministrativo, sono state elevate 689 sanzioni per un importo complessivo di circa 735 mila euro, con la segnalazione di 454 operatori del settore alimentare alle competenti Autorità Amministrative.
Il quadro complessivo si estende all’intero territorio di competenza che comprende le province di Treviso, Venezia e Belluno. In particolare, nell’area metropolitana veneziana sono state irrogate 287 sanzioni, mentre 181 operatori del settore alimentare sono stati segnalati alle autorità. Solo nella provincia di Venezia, le multe hanno raggiunto un valore di circa 260 mila euro. Nel corso delle ispezioni sono state sequestrate oltre 2.000 confezioni di alimenti di vario genere, per un totale di circa 650 chilogrammi di prodotti ritenuti pericolosi per la salute.
In particolare, nell’area metropolitana veneziana sono state irrogate 287 sanzioni, mentre 181 operatori del settore alimentare sono stati segnalati alle autorità. Nella provincia di Venezia le multe hanno raggiunto un valore di circa 260 mila euro. Nel corso delle ispezioni sono state sequestrate oltre 2.000 confezioni di alimenti di vario genere, per un totale di circa 650 chilogrammi di prodotti ritenuti pericolosi per la salute.
I controlli hanno evidenziato anche lacune nella formazione del personale, in particolare per quanto riguarda il possesso degli attestati obbligatori in materia di sicurezza alimentare. La mancata conoscenza dei rischi legati ai processi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti rappresenta infatti una delle principali cause di contaminazione e non conformità riscontrate.
L’attività del N.A.S. di Treviso conferma il ruolo centrale dei controlli preventivi come strumento di tutela della salute dei cittadini e di contrasto alle irregolarità nel settore alimentare, richiamando operatori e consumatori all’importanza del rispetto delle regole e della qualità lungo tutta la filiera.
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