Piemonte

Dai satelliti alla Luna, le startup “accelerate” si lanciano nell’aerospazio


Quarta edizione e nove start up in rampa di lancio: sono quelle che hanno preso parte all’ultima “classe” di Takeoff, l’acceleratore della Rete nazionale di Cdp Venture Capital dedicato ad aerospazio e all’hardware avanzato. L’attività — gestita da Plug & Play insieme con promotori e investitori come Fondazione Crt e Unicredit, ma anche da colossi del settore come Leonardo e Avio, assieme all’Unione Industriali di Torino — vedrà la sua conclusione il 18 febbraio, con una giornata-evento alle Ogr di Torino (a partire dalle 14).

Tante le novità e i territori da esplorare: dai sistemi per il pilotaggio satellitare basati sull’intelligenza artificiale fino ai veicoli lunari, passando per i satelliti modulari.

In tre anni, le startup accompagnate nel percorso di crescita sono state 27 e grazie agli investimenti e all’ingresso delle proposte di business sui mercati è stato possibile dare corpo a 80 nuovi posti di lavoro ad altissima qualificazione. Nervi e muscoli per un tessuto che, proprio a Torino e in Piemonte, sta sviluppando le sue traiettorie di crescita anche grazie alla futura Città dell’aerospazio.

Tra le nuove proposte, con la sua sede torinese, c’è Evolunar, spin-off del Politecnico che ha dato forma al suo veicolo “LuNaDrone” attraverso il quale punta a rivoluzionare l’esplorazione lunare grazie a capacità di volo autonomo e servizi post-atterraggio.

Torinese (e spin off del Poli) anche Svp Industries, che sviluppa sistemi propulsivi innovativi capaci di abilitare manutenzione predittiva e manovre agili, con applicazioni tanto nello spazio quanto nella difesa.

È invece milanese Intella, realtà che con la piattaforma “Mercury” offre software di monitoraggio predittivo e automazione per asset spaziali e reti di stazioni a terra, aumentando la vita operativa dei satelliti. Sua concittadina è anche SatEnlight, realtà che propone un ricevitore brevettato in grado di moltiplicare la capacità di trasmissione dei collegamenti satellitari ottici.

Arriva da Roma invece Spin che, con l’adattatore universale “MA61C”, introduce un approccio modulare e standardizzato alla produzione di satelliti, riducendo costi e tempi. Capitolina anche BrainSigns, una spin-off dell’Università “La Sapienza” di Roma specializzata nello sviluppo di neurotecnologie. Il dispositivo indossabile “Mindtooth” è dotato di app in grado di rilevare il carico cognitivo, lo stress e il livello di attenzione di chi lo indossa. La salernitana Hightek, poi, sviluppa tecnologie integrate di gestione dei disastri naturali basate su dati aerei e satellitari.

Ma tra le 9 start up di quest’ultima infornata ci sono anche realtà che arrivano da oltre confine: da Londra ecco Saturn Dynamics, modello di intelligenza artificiale generativa in grado di prevedere reazioni e risposte a un’azione.

Con sede negli Usa, infine, Cus-Gnc sviluppa soluzioni di autonomia basate su IA per il pilotaggio satellitare, riducendo la dipendenza dal controllo a terra.

«Oggi più che mai, il settore dell’aerospazio è cruciale per lo sviluppo economico globale e il Venture Capital e l’Open innovation rappresentano delle importanti leve per sostenerne la crescita», dice Eugenia Forte, direttrice di Plug and Play Tech Center Turin.


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