Motherfucker, I Am Both: “Amen” And “Hallelujah”…: Gli Swans al cubo :: Le Recensioni di OndaRock
Non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte a un disco composto da un solo brano di sessantadue minuti. Questo singolare primato potrebbe spettare all’esordio dei losangelini Shearling, bizzarra creatura mostruosa nata dalle ceneri degli Sprain. I due ex-Sprain Alex Kent e Sylvie Simmons, rispettivamente voce e chitarra, affiancati dal batterista Andrew Chanover e dal bassista Wes Nelson, danno vita a una nuova band che debutta con il devastante “Motherfucker, I Am Both: “Amen” and “Hallelujah”…”: oltre un’ora di musica nata da centinaia di ore di registrazioni, caratterizzata da una potenza noise davvero estrema.
Su questa massa sonora si innestano brevi incursioni folk, passaggi elettroacustici, dissonanze micidiali e un canto che oscilla tra l’hardcore e l’intensità visionaria di Scott Walker. I riferimenti sono evidenti e spaziano dagli Swans dell’ultimo quindicennio alle sinfonie elettriche di Glenn Branca, fino all’elettronica rock degli Xiu Xiu. La violenza sonora si fa progressivamente catartica, a tratti persino religiosa – soprattutto intorno al trentesimo minuto – quando un organo raggiunge volumi e potenze quasi inimmaginabili.
Con il procedere del brano, le ripetizioni diventano quasi insostenibili, le urla e i canti si confondono, i muri di suono assumono una consistenza quasi fisica. Nel finale, episodi di musica concreta tracciano una cesura netta prima del ritorno alle quattro note che avevano aperto il pezzo: il cerchio del caos si chiude e, in qualche modo, trova un senso. Un disco di puro suono, violento e sincero come un pugno in pieno volto.
17/01/2026




