niente merenda per quasi 200 bambini alla primaria Saliceto

Brutta sorpresa per quasi 200 bambini della scuola primaria Saliceto, nell’omonima via a Bologna. I mandarini previsti per la merenda non sono stati distribuiti dagli insegnanti perché, all’apertura delle confezioni, la frutta risultava in condizioni non idonee al consumo, quasi totalmente deteriorata. Di fatto, per molti alunni, la merenda non c’è stata.
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“È una vergogna: se fossero stati solo un po’ segnati si poteva anche capire, ma qui parliamo di marciume”, racconta una mamma all’uscita da scuola, informata dell’accaduto.
La fornitura affidata a Ribò-Camst
A preparare e consegnare la frutta è stata Ribò, società partecipata a maggioranza da Camst, che gestisce per conto del Comune di Bologna la refezione scolastica, dalla scuola dell’infanzia alle medie.
Una gestione che negli ultimi mesi è finita più volte al centro delle polemiche. La nuova gara d’appalto, bandita la scorsa estate dal Comune, è infatti andata deserta, portando a una proroga dell’affidamento, senza una data di scadenza definita, in attesa di un nuovo bando annunciato per marzo.
Le segnalazioni: “Mandarini acerbi e pasti immangiabili anche in altre scuole”
Sul caso interviene Francesca Zuntini di Fratelli d’Italia, che parla di un episodio “grave e non accettabile”. “Quasi 200 bambini delle scuole Saliceto si sono trovati senza merenda perché Ribò-Camst ha consegnato frutta quasi totalmente marcia”, afferma. “Ma non è un caso isolato: abbiamo ricevuto segnalazioni anche da altre scuole, dove i mandarini sono arrivati completamente acerbi e immangiabili”.
Secondo Zuntini, negli ultimi anni non sono mancati episodi analoghi: “Pasti o merende in condizioni non accettabili, con insetti o corpi estranei, oppure piatti arrivati freddi e difficilmente mangiabili dai bambini”.
Tariffe alte, qualità contestata
La consigliera richiama anche il tema dei costi: “La tariffa per la refezione scolastica a Bologna è elevata, ed è stata anche aumentata negli ultimi anni. Eppure la qualità del servizio offerto è assolutamente fuori norma rispetto a quanto pagano le famiglie”.
Un nodo che si intreccia direttamente con la gestione degli appalti: “Parliamo di contratti che superano i 90 milioni di euro. L’ultima gara è andata deserta e Camst ha ottenuto la proroga dell’affidamento senza nemmeno partecipare a una nuova gara”.
Zuntini sottolinea come alcune caratteristiche del bando, a partire dalla mancata suddivisione in lotti, rendano di fatto impossibile la partecipazione di aziende diverse da Camst. “Questa assenza di concorrenza continua a ricadere sulla qualità del servizio reso ai bambini e quindi alle famiglie”. Fratelli d’Italia attende ancora l’udienza conoscitiva richiesta per chiarire i criteri del bando e le ragioni per cui la gara sia andata deserta.
“Chiediamo alla giunta di attivarsi con urgenza – conclude Zuntini – affinché il servizio di refezione scolastica sia almeno all’altezza delle tariffe richieste e garantisca standard di qualità e sicurezza adeguati”.
Intanto, alla primaria Saliceto, la giornata scolastica si è chiusa con una merenda saltata e molte famiglie che chiedono spiegazioni su controlli, qualità e futuro del servizio mensa.
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