Trentino Alto Adige/Suedtirol

Le mamme di via Cagliari contro i trapper

Nei cortili e negli spazi comuni delle case popolari Ipes di Bolzano finisce sempre più spesso l’estetica “di strada” della trap: fumogeni, scooter, passamontagna, cani, armi e testi che richiamano violenza, spaccio e faide tra gruppi. Un fenomeno che, secondo quanto riportato dal quotidiano Alto Adige, sta generando crescente insofferenza tra diversi residenti, soprattutto nella zona di via Cagliari, dove venerdì sarebbe stato girato l’ennesimo videoclip. A sollevare il caso sono in particolare alcune madri, preoccupate per il messaggio che quelle immagini e quei versi possono trasmettere ai più piccoli. La paura è che i ragazzi del quartiere finiscano per identificarsi con una narrazione che rappresenta le vie popolari come un “ghetto”, alimentando una cultura della sopraffazione e del branco. E il disagio, raccontano gli abitanti, non riguarda solo i bambini: anche alcuni anziani avrebbero reagito con agitazione vedendo dalla finestra le riprese con fumogeni e presenze ritenute intimidatorie.

Va comunque detto che alcune esagerazioni sono più che altro figure retoriche stilistiche del genere più che reali proponimenti. Anche se, ovviamente, l’immaginario da cui pescano è inquietante. C’è poi un ulteriore aspetto: l’utilizzo di spazi privati condominiali. La protesta, tuttavia, non mette sotto accusa la musica in sé. Le famiglie riconoscono che tra i giovani autori bolzanini può esserci talento e capacità di scrittura, ma chiedono che venga esercitata anche una forma di responsabilità: raccontare i quartieri non significa trasformarli in scenografie “criminali” buone per i social, soprattutto quando a pagarne il prezzo, in termini di immagine e serenità quotidiana, sono le 







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