Investimenti, decarbonizzazione e competitività: «Terni e Piombino, poli dell’acciaio del futuro»
«Terni e Piombino rappresentano due poli strategici per la produzione di acciaio» e anche sotto profili diversi. Così il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, è intervenuto nel corso della seduta del 16 gennaio alla Camera dei Deputati, in riposta a un’interpellanza del Pd, riguardante gli stabilimenti delle acciaierie Valbruna di Bolzano e Vicenza.
Interpellanza Pd Leggendo un passaggio dell’interpellanza, la deputata Sara Ferrari (Pd) ha detto: «Ci chiediamo – chiediamo al governo – quali iniziative concrete intenda assumere per affermare che il lavoro non è una variabile sacrificabile e che la tutela dell’occupazione deve costituire un criterio prioritario nelle decisioni che riguardano industriali strategici, ma anche quali iniziative di competenza intenda assumere urgentemente per definire e rendere operativa una politica industriale nazionale per questo settore siderurgico e degli acciai speciali capace di sostenere gli insediamenti produttivi, accompagnare la transizione industriale e difendere l’occupazione qualificata, assicurando coerenza, appunto, tra le decisioni locali e quelle nazionali rispetto a reindustrializzazione, transizione produttiva e tutela del lavoro».
Accordo di programma Ast Dopo aver risposto in merito alla questione legata allo stabilimento di acciaierie Valbruna, il viceministro del Mimit Valentini allarga lo sguardo: «Per quanto attiene al settore siderurgico e degli acciai speciali, l’11 giugno 2025 è stato firmato l’accordo di programma per Acciai Speciali Terni, che prevede investimenti per 557 milioni di euro entro il 2028, con una possibile seconda fase di ulteriori 573 milioni. Tra gli interventi è incluso un contratto di sviluppo, con risorse pari a 100 milioni di euro, destinato a nuovi investimenti che assicureranno una significativa riduzione delle emissioni». Inoltre, «la legge di bilancio per il 2026 prevede lo stanziamento di 35 milioni di euro annui fino al 2028 per un contributo a favore delle imprese che producono acciaio inossidabile utilizzando prevalentemente rottami inossidabili e materiali di riciclo. Tale misura incentivante è finalizzata a sostenere processi produttivi di acciaio inossidabile e di acciai speciali ad elevata efficienza energetica, realizzati in forni elettrici. L’obiettivo è quello di contribuire al perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di risparmio energetico dei processi produttivi, con un conseguente contenimento dei consumi da parte delle imprese».
Italia e acciaio «L’Italia è attualmente il Paese più avanzato al mondo nella produzione di acciaio – ha concluso il viceministro Valentini – grazie alla presenza di 34 forni elettrici distribuiti in 26 comuni italiani, con una capacità produttiva complessiva superiore a 23 milioni di tonnellate annue. In tale contesto, i progetti di Piombino e Terni rappresentano le soluzioni più avanzate sia sotto il profilo produttivo sia con riferimento alla tutela ambientale e sanitaria che alla produzione di acciaio di alta qualità».
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