Puglia

Torna l’incubo delle baby gang a Bari

Dal Libertà alle piazze della movida di Bari vecchia, passando per la centralissima via Sparano, salotto buono della città. Mai del tutto debellato, torna, ancora più violento, il fenomeno delle baby gang in città. Negli ultimi due mesi sono almeno tre le zone dove gruppi di ragazzini, anche infraquattordicenni, hanno accerchiato e picchiato senza motivo altri giovanissimi, esattamente come accadeva due anni fa. Dopo l’episodio della notte fra il 3 e 4 gennaio, nei pressi del Redentore al quartiere Libertà di Bari, il cui video è diventato virale nei giorni successivi, altre due aggressioni sono venute alla luce, entrambe verificatesi in piazza del Ferrarese, nel borgo antico. Secondo quanto raccontato dalle vittime terrorizzate ai genitori, dai vicoli di Bari vecchia sarebbero arrivati numerosi ragazzini, anche 12enni, alcuni con i monopattini, che li avrebbero accerchiati e picchiati senza un motivo, per poi disperdersi all’arrivo di qualche adulto. Il sabato successivo nuovo episodio con le stesse modalità. Ed è delle scorse ore quanto accaduto invece in via Sparano, non lontano dal teatro degli episodi precedenti: sabato scorso, un gruppo di 14enni è stato accerchiato e minacciato da un branco di coetanei, riuscendo a sfuggire loro solo rifugiandosi in un bar di via Dante. Su tutti gli episodi sono in corso le indagini delle forze dell’ordine.

“I recenti episodi di violenza giovanile che hanno coinvolto gruppi di minori a Bari non possono essere liquidati come semplici atti di ribellione adolescenziale. Siamo di fronte a segnali chiari di un disagio profondo, che nasce spesso in contesti familiari fragili e si alimenta in un vuoto educativo che riguarda scuola e comunità – commenta Raffaele Diomede, pedagogista ed esperto in devianza minorile – È fondamentale intervenire non solo con misure repressive, ma soprattutto con percorsi educativi mirati, capaci di restituire ai ragazzi il senso di responsabilità e di rispetto per sé e per gli altri. La prevenzione passa dall’ascolto, dalla presenza costante degli adulti significativi e da un investimento serio nell’educazione civica e affettiva fin dalla scuola primaria”.

 




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