Milano-Cortina 2026, la Cybersecurity e tutti i rischi…

Un avversario sempre più insidioso. In occasione dei Giochi di Milano-Cortina 2026 (mancano solo 18 giorni) saranno adottate misure di sicurezza straordinarie per il controllo della sicurezza informatica. Prevista una sala operativa 24 ore su 24 per la gestione degli incidenti o attacchi cibernetici. La Cybersecurity d’altronde è una delle sfide più delicate di questi tempi.
La Fondazione Milano-Cortina ha siglato un accordo con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno italiano. In campo c’è il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) e i centri regionali addetti alla Cybersecurity ( il Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Lombardia e quelli della Polizia postale di Veneto e Trentino-Alto Adige). Messa a punto la strategia e le procedure di protezione e riposta in caso di attacchi informatici.
La cybersecurity alle Olimpiadi è un tassello fondamentale della più ampia strategia tecnologica elaborata per i grandi eventi: previsto anche il rafforzamento delle infrastrutture di telecomunicazioni (Tlc), nonché l’adozione di impianti innovativi di videosorveglianza e l’uso di droni per le dirette streaming.
L’accordo di Giovanni Malagò, n.1 della Fondazione olimpica, con il Dipartimento della pubblica si inserisce in una serie di protocolli firmati con l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza (Acn): in campo anche il Coni per monitorare e analizzare le minacce, scambiare informazioni delicate e supportare la gestione delle crisi. Poi c’è l’accordo con Leonardo, la società a controllo pubblico attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, nonché premiun partner dei Giochi. A firma della Leonardo c’è una serie di soluzioni “mission critical “ per le comunicazioni radio e per le sale di controllo dell’evento. Siglata una partnership anche con Juniper Networks Italy per garantire la protezione dei dati e delle informazioni che viaggeranno “virtualmente” durante l’evento.
In occasione delle Olimpiadi di PyeongChang 2018 i servizi wifi furono interrotti mentre a quelle di Tokyo 2020 (tenutesi un anno dopo a causa del Covid) ci fu un tentativo di sabotaggio delle attività preliminari e a Parigi 2024 si è registrato un picco di tentativi di attacchi DdoS e attività di phishing (truffe su internet) a tema olimpico con relativo traffico fraudolento. E’ stato calcolato inoltre che il più elevato rischio riguarda le infrastrutture critiche, dai servizi di pubblica utilità a quelli energetici e idrici, passando per la mobilità (trasporto pubblico e ferroviario) e per i sistemi di pagamento digitale come i circuiti di ticketing e i siti web legati all’evento. E le tensioni geopolitiche non aiutano certo di questi tempi…
Non saranno affatto Olimpiadi facili sul fronte della sicurezza: il 6 febbraio inaugurazione a San Siro con tantissimi capi di Stato e di governo, oltre che ministri e personalità da tutto il mondo. Per l’Italia ci sarà il presidente Mattarella che dichiarerà aperti i Giochi. Per gli Usa no Trump, al suo posto Vance e Rubio. Inoltre ci sono delegazioni che richiedono misure di sicurezza particolari: Israele, che ha diritto a sfilare anche alla cerimonia di inaugurazione, avrà al massimo tre atleti (che non dovrebbero stare nel Villaggio olimpico). Gli atleti di Russia e Bielorussia non avranno né simboli né inno, ma saranno neutrali. “Il prossimo mese si terranno le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Ho chiesto alla presidente di prestare particolare attenzione alla sicurezza dei nostri atleti e cittadini che visiteranno l’Italia in occasione dei Giochi”: così il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae-Myung, nel corso delle dichiarazioni congiunte con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo il bilaterale di Seul. “Ho colto l’occasione per invitare” la premier “a visitare la Korean House, e ha promesso che lo farà”. I membri Cio saranno ospitati tutti in un hotel superblindato dii Milano e si sposteranno con le navette. Non con gli elicotteri, a meno di casi particolari.
Olimpiadi, Malagò si aspetta 17 medaglie. Come a Pechino
“Le 17 medaglie di Pechino 2022 furono un risultato molto importante dopo la storica spedizione di Lillehammer, ci sono tutte le condizioni per ripetersi”. Lo ha detto Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026. “Rispetto alle edizioni precedenti”, ha aggiunto, l’Italia ha atleti che possono andare a medaglia “anche in discipline in cui non abbiamo vinto niente. Abbiamo una componente di multidisciplinarietà'”. “L’attività della Fondazione non è atipica, ma unica, perché si può configurare come fosse una start up, con la differenza che però dal momento della sua creazione c’è anche già la data di scadenza della stessa. Per questo è una bella sfida e per vincerla c’è bisogno di competenze” ha spiegato Malagò durante la presentazione del rapporto Randstad sulla legacy delle competenze che i Giochi lasceranno in Italia. “E’ una sfida difficile l’organizzazione dei Giochi. Ma al di là di queste competenze posso dire di esser orgoglioso del lavoro fatto fin qui, anche se il nostro è un paese che se si fanno 199 cose bene, poi ci si sofferma sull’unica cosa che viene meno bene”.
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