Scienza e tecnologia

Fiat e il limite di velocità a 120 km/h: la mossa per tagliare i costi e avere auto più economiche

Fiat sta valutando una strategia radicale per il futuro delle sue city car: limitare la velocità massima a 120 km/h o addirittura meno.

Non si tratta solo di una questione di sicurezza stradale, ma di una manovra industriale precisa voluta dal CEO Olivier François per abbattere i costi di produzione legati agli ADAS e garantire listini accessibili per modelli iconici come Panda e 500.

Ecco come la riduzione della velocità può salvare l’auto economica nel 2026.

La provocazione di Olivier François: velocità giù, prezzi giù

In un mercato automobilistico dove i prezzi del nuovo continuano a lievitare, spinti dall’elettrificazione e dalle normative di sicurezza sempre più stringenti, Fiat cerca una via d’uscita per rimanere fedele al suo DNA: la democraticità. Olivier François, numero uno della casa torinese, ha lanciato una proposta che sta facendo discutere l’intero settore: limitare drasticamente la velocità massima delle vetture di segmento A e B.

L’idea non nasce dal nulla.

Durante recenti dichiarazioni alla stampa internazionale, il manager ha spiegato che per mantenere vetture come la Nuova 500 o la famiglia Panda (inclusa la Grande Panda) in una fascia di prezzo competitiva, è necessario ripensare i requisiti tecnici. L’obiettivo è fissare il limitatore elettronico a una soglia compresa tra i 115 e i 120 km/h.

Questa mossa, apparentemente limitante per l’utente finale, nasconde una logica ingegneristica ed economica inattaccabile: ridurre le prestazioni massime permette di semplificare la dotazione tecnologica obbligatoria, generando un risparmio che viene girato direttamente sul prezzo di listino.

Perché limitare la velocità riduce il costo dell’auto?

Il cuore della questione risiede nella normativa europea GSR2 (General Safety Regulation), entrata pienamente in vigore e che impone una suite completa di sistemi di assistenza alla guida (ADAS) su ogni nuova immatricolazione. Ma qual è il nesso tra velocità massima e costo dei sensori?

Per ottenere l’omologazione e buoni punteggi nei crash test, i sistemi di frenata automatica d’emergenza (AEB) devono essere efficaci a diverse andature.

Ecco i dettagli tecnici:

  • Ad alte velocità: Per rilevare ostacoli e frenare efficacemente sopra i 130 km/h, le auto necessitano di sensori radar a lungo raggio e telecamere ad alta risoluzione con processori potenti. Questi componenti sono costosi.
  • A velocità contenute (max 120 km/h): Limitando la velocità massima, l’energia cinetica in gioco e lo spazio di frenata si riducono. Questo permette ai costruttori di utilizzare telecamere più semplici ed economiche o sensori meno sofisticati, pur rispettando perfettamente le normative di sicurezza.

François ha sottolineato che, eliminando la necessità di far lavorare gli ADAS a velocità autostradali elevate, si possono tagliare costi significativi non solo sull’elettronica, ma anche su freni, pneumatici e sistemi di raffreddamento delle batterie (nel caso delle elettriche), rendendo le nuove auto economiche una realtà e non più un miraggio.

Fiat limite velocità: quali modelli sono coinvolti?

La strategia non riguarderà l’intera gamma del gruppo Stellantis, ma sarà focalizzata sui veicoli prettamente urbani, dove la velocità massima è un fattore secondario rispetto alla praticità e al costo d’acquisto.

I modelli indiziati per ricevere questo “blocco” software sono:

  • Fiat Pandina: La versione aggiornata della classica Panda, che deve rimanere l’entry-level per eccellenza.
  • Fiat Grande Panda: Il nuovo modello globale che punta a volumi di vendita massicci.
  • Fiat 500e: La city car elettrica, dove la limitazione della velocità aiuterebbe enormemente anche l’autonomia reale.

L’idea è quella di creare una distinzione netta: chi vuole prestazioni e lunghi viaggi autostradali si orienterà su segmenti superiori (come la 600 o i C-SUV), mentre chi cerca l’efficienza urbana accetterà il compromesso dei 120 km/h in cambio di un prezzo d’attacco inferiore ai 15.000 o 20.000 euro.

Il confronto con Volvo e Dacia: filosofie diverse

Fiat non è la prima a percorrere questa strada, ma lo fa con una motivazione diversa. Nel 2020, Volvo ha deciso di limitare tutte le sue nuove auto a 180 km/h. In quel caso, la motivazione era puramente etica e legata alla sicurezza: oltre certe velocità, la tecnologia attuale non può garantire la sopravvivenza degli occupanti.

Successivamente, anche il gruppo Renault (con Dacia) ha seguito l’esempio fissando il limite a 180 km/h per i nuovi modelli. La mossa di Fiat a 120 km/h è però molto più radicale. Scendere sotto la soglia dei 130 km/h (il limite autostradale italiano) è una scommessa forte, che sposta l’asse dal concetto di “sicurezza passiva” a quello di “sostenibilità economica”.

Cosa cambia per l’automobilista italiano?

La domanda che molti lettori di SmartWorld si pongono è: questa scelta penalizzerà l’esperienza di guida? Analizziamo l’impatto reale:

  • In città ed extraurbano: Nessuna differenza. I limiti sono ben al di sotto dei 120 km/h.
  • In autostrada: Qui nasce il dibattito. Il limite in Italia è 130 km/h. Un’auto limitata a 120 km/h (o 115 km/h) costringerebbe a viaggiare leggermente sotto il limite massimo consentito, restando prevalentemente nella corsia di destra.

Tuttavia, per l’utente medio di una city car elettrica o ibrida, le puntate a 130 km/h sono rare e spesso evitate per non drenare la batteria.

Se il risparmio all’acquisto fosse nell’ordine dei 1.000 o 2.000 euro, molti automobilisti potrebbero accettare di buon grado questa limitazione, considerando che la velocità media registrata sulle nostre strade è spesso drasticamente inferiore a causa del traffico.

Tecnologia auto 2026: verso una mobilità razionale

Siamo nel 2026 e il mercato sta cambiando pelle. La corsa alle prestazioni fini a sé stesse ha lasciato spazio alla corsa all’efficienza e alla riduzione dei costi (il cosiddetto Design to Cost). La proposta di Fiat potrebbe anticipare un trend normativo europeo.

Se le auto urbane diventassero “veicoli a velocità limitata” per legge o per standard industriale, si aprirebbe la strada a una nuova generazione di vetture leggere, con meno zavorra tecnologica inutile e prezzi finalmente allineati al potere d’acquisto delle famiglie. In questo scenario, la “lentezza” diventa una feature, non un bug, permettendo a Fiat di combattere ad armi pari contro l’agguerrita concorrenza delle auto economiche cinesi.


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