Da Bolzano al mondo: 25 anni di aiuti dei Medici dell’Alto Adige – Cronaca
BOLZANO. Venticinque anni di impegno in cui i coniugi Pizzecco, Toni e Gabi, hanno coordinato oltre cinquecento missionari in giro per il mondo. Etiopia, Kenya, paesi subsahariani, ma anche Sud America, Asia. Oggi l’associazione “Medici dell’Alto Adige per il mondo” opera fissa in dieci paesi. Lavorano con 170 soci tra medici, artigiani e insegnanti. Hanno dato pozzi con acqua potabile a 60mila persone, una scuola a diecimila bambini. In cambio hanno ricevuto «i sorrisi della gente, che si somigliano in ogni angolo della terra». L’associazione è stata fondata nel 2000, oltre che dai coniugi Pizzecco, dai medici Tanja Nienstedt, Franco De Giorgi, Erich Näckler e Gabriele Janssen. Ognuno di loro aveva già operato con organizzazioni di volontariato in paesi di sviluppo. Lo scopo era quello di costruire un’associazione di volontariato, basata sullo scambio di informazioni e di esperienze a livello locale da parte di medici, operatori sanitari e volontari coinvolti.
Da dov’è nata l’idea di fondare l’associazione?
Mio marito – risponde Gabi – quando era ancora un giovane medico viaggiava spesso in Africa. Lavoravo con i “Flying doctors” – aggiunge Toni – Un anno la BBC mandò un team per filmare un nostro intervento in Kenya. Ne nacque un film bellissimo. Poi io e Gabi visitammo la Tanzania, e da lì ci venne il desiderio di fare qualcosa. Tutto è iniziato con la realizzazione di quattro cliniche per maternità in Tanzania, poi piano piano l’associazione è cresciuta con progetti, soci, volontari.
Un episodio che ricordate con particolare affetto?
Ce ne sarebbero tantissimi, è molto difficile scegliere. Un ricordo davvero bello risale a quando in Tibet conoscemmo il Dalai Lama. Entrammo in confidenza con lui. Ma le storie di belle persone con cui siamo entrati in contatto sarebbero decine. Girando il mondo si apre la mente e si scoprono tante cose interessanti.
L’associazione si occupa di portare aiuti medico sanitari ma non solo…Quali sono i sostegni paralleli?
L’obiettivo è aiutare le persone portando benessere. Questo coinvolge in primis l’aspetto medico sanitario – l’associazione è nata da un gruppo di medici – ma anche il sostegno all’istruzione, la creazione di scuole, pozzi, piccole infrastrutture. Alla base dell’intero progetto c’è la presa di coscienza della ricchezza che abbiamo in Alto Adige e la volontà di diffonderla per il mondo, dove serve. Questo avviene grazie ai nostri volontari e ai donatori che ci sostengono da anni, che sia tramite una raccolta fondi durante una festa, o addirittura, come è accaduto alcuni mesi fa, lasciandoci l’eredità. L’associazione ha realizzato una decina di scuole in giro per il mondo. Oltre al team medico, parte in missione un gruppo di tecnici e artigiani necessari perché tutto funzioni anche sotto l’aspetto della manutenzione. Un altro scopo è portare le persone ad amare la propria terra: molti giovani, soprattutto in Africa, credono che lì non ci sia futuro. Tra le varie attività organizziamo anche incontri sul tema dell’immigrazione clandestina: un progetto pilota tra i gruppi di giovani perché ne conoscano i rischi.
Un sostegno su più fronti a chiunque ne abbia bisogno…
Negli anni ci siamo accorti di come il lavoro dell’associazione faccia bene da entrambe le parti: alle persone che ricevono l’aiuto, e ai medici, i soci e i volontari che tendono la mano.




