Mondo

Groenlandia, l’Ue reagisce a Trump e valuta dazi per 93 mld. Macron: bazooka anti coercizione

BRUXELLES – Cresce tra i Ventisette la volontà di interventismo nell’affrontare l’aggressiva amministrazione Trump. L’annuncio del presidente americano di voler adottare dazi del 10% contro le merci provenienti dai paesi rei di voler difendere la sovranità danese sulla Groenlandia dalle mire americane ha provocato la viva reazione dei paesi membri. Per ora prevale la carta diplomatica, ma mai come oggi l’Unione europea sembra pronta a usare le maniere forti.

In un comunicato domenica 18 gennaio il presidente del Consiglio europeo António Costa ha sottolineato che tra i Ventisette a proposito della Groenlandia c’è «unità sui principi del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità nazionale». Nel contempo, ha confermato che c’è la volontà da parte dei paesi membri di difendersi «da qualsiasi forma di coercizione». Il presidente Costa organizzerà un vertice straordinario entro la settimana, possibilmente giovedì 22 gennaio.

In precedenza, i Ventisette avevano tenuto una riunione a livello diplomatico qui a Bruxelles per discutere dei rapporti transatlantici. Secondo le informazioni circolate dopo l’incontro, in discussione sono state tra le altre cose misure di ritorsione già preparate l’anno scorso e poi congelate sulla scia di una intesa commerciale raggiunta tra le parti nell’estate scorsa. I provvedimenti tariffari avrebbero un valore di circa 93 miliardi di euro.

Sempre nel pomeriggio di domenica 18 gennaio, fonti dell’Eliseo avevano preannunciato la volontà della Francia di rispondere all’iniziativa americana con un regolamento detto anti-coercizione entrato in vigore nel 2023. In ultima analisi, dopo una trafila di alcune settimane, lo strumento potrebbe impedire alle società americane di partecipare agli appalti pubblici o colpire le proprietà intellettuali delle grandi aziende tecnologiche.

Spiega un funzionario europeo: «Per ora non ci saranno provvedimenti, ma si è discusso delle misure e sembra esserci un notevole interesse a muoversi in quella direzione, alla fin fine. Gli elementi citati dal presidente Costa nel suo comunicato sono i messaggi che i leader europei trasmetteranno nei prossimi giorni, quando parteciperanno al World Economic Forum di Davos (dal 19 al 23 gennaio, ndr) o quando incontreranno il presidente degli Stati Uniti».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »