Veneto

Federica Torzullo trovata morta ad Anguillara Sabazia, fermato il marito per omicidio

Dopo dieci giorni di ricerche si è conclusa nel modo più drammatico la vicenda della scomparsa di Federica Torzullo, la 41enne di Anguillara Sabazia di cui si erano perse le tracce all’inizio di gennaio. Il suo corpo è stato ritrovato sepolto in un terreno adiacente alla sede operativa dell’azienda del marito, Claudio Agostino Carlomagno, che nelle ore successive è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. L’uomo era indagato fin dalle prime fasi dell’inchiesta.

La donna era scomparsa tra l’8 e il 9 gennaio dalla villetta di via Costantino, ad Anguillara Sabazia, dove viveva con il marito e il figlio di dieci anni. Sin dalle prime ore dopo la denuncia di scomparsa, le indagini dei carabinieri della compagnia di Anguillara Sabazia e del nucleo investigativo di Ostia, coordinate dalla Procura di Civitavecchia, si erano concentrate sull’ambito familiare. All’interno dell’abitazione erano state rinvenute numerose tracce di sangue, così come sugli abiti da lavoro del marito, nella sua autovettura e su alcuni mezzi meccanici utilizzati nell’azienda di movimento terra di cui è titolare.

Con il passare dei giorni, il quadro investigativo si è ulteriormente rafforzato grazie agli accertamenti tecnico-scientifici condotti con il supporto del Ris di Roma. Le tracce ematiche repertate in più luoghi, unite all’analisi dei movimenti dell’uomo attraverso i sistemi di localizzazione dei veicoli e alle immagini delle telecamere di sorveglianza, hanno permesso agli investigatori di ricostruire gli spostamenti successivi alla scomparsa della donna. Gli elementi raccolti facevano ritenere che l’omicidio fosse avvenuto all’interno della villetta e che il corpo fosse stato successivamente trasportato e occultato.

Nella mattinata di ieri le ricerche si sono concentrate in un’area ben delimitata all’interno del perimetro dell’azienda Carlomagno, in via comunale di San Francesco. Durante le operazioni di scavo, i carabinieri hanno notato affiorare dalla terra una mano. A quel punto le attività sono state sospese e sul posto sono intervenuti gli specialisti del Ris per eseguire i rilievi necessari. Nel corso delle ore successive è stato recuperato il corpo di una donna, sepolto in una fossa profonda oltre due metri.

Nel pomeriggio è arrivata la conferma che si trattava di Federica Torzullo. Il riconoscimento è avvenuto sulla base degli indumenti e di alcuni oggetti personali, tra cui dei braccialetti al polso. La salma è stata quindi trasferita all’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma, dove verrà effettuato il riconoscimento formale e sarà eseguita l’autopsia, incaricata di chiarire le cause e le modalità della morte.

Il corpo, rimasto per giorni a contatto con il terreno, era in avanzato stato di decomposizione. Nonostante ciò, la corporatura e l’altezza della donna hanno permesso agli investigatori di non avere dubbi sull’identità. Da un primo esame esterno non è stato possibile stabilire con certezza il tipo di lesioni riportate né la causa del decesso. Gli inquirenti ritengono che il corpo possa aver subito ulteriori danni durante le operazioni di scavo e ricopertura della fossa, probabilmente eseguite con un mezzo meccanico dell’azienda.

Subito dopo il ritrovamento della salma, Claudio Agostino Carlomagno è stato accompagnato nella caserma dei carabinieri di Anguillara Sabazia. In serata è stato sottoposto a fermo e trasferito nel carcere di Civitavecchia, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nei giorni precedenti aveva fornito dichiarazioni ritenute contraddittorie dagli investigatori, senza chiarire la dinamica degli eventi. La Procura aveva anche rivolto un appello pubblico affinché collaborasse alle indagini, nel tentativo di accelerare il ritrovamento della donna.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il corpo sarebbe stato trasportato dalla villetta all’azienda utilizzando un’auto di proprietà dell’uomo e successivamente sepolto nel terreno della ditta. Le tracce di sangue rinvenute nell’abitazione, nel veicolo, sugli abiti da lavoro e sui mezzi meccanici avvalorano questa ipotesi. Resta da chiarire il movente dell’omicidio e se vi siano stati eventuali complici o forme di aiuto successivo.

La Procura di Civitavecchia contesta all’indagato l’omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale e l’occultamento di cadavere. Non è escluso che possano essere contestate ulteriori aggravanti, tra cui la premeditazione. Un possibile movente potrebbe essere legato alla crisi coniugale e alla prospettiva di una separazione, ma su questo aspetto gli investigatori mantengono il massimo riserbo.

Saranno ora gli esiti dell’autopsia e degli esami del Dna a fornire risposte decisive sugli ultimi momenti di vita di Federica Torzullo e sulle modalità dell’omicidio. Intanto, con il ritrovamento del corpo, si chiude una fase delle indagini e se ne apre un’altra, destinata ad accertare in modo definitivo le responsabilità penali dell’uomo fermato.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »